Degustazione Vini Corsi

degustazione vini corsiEbbene, fino ad oggi non pensavo che la Corsica potesse celare delle perle enologiche, ed invece, grazie a Monsieur Olivier Poussier e Monsieur Raphaël Pierre-Bianchetti ho scoperto che non si può tralasciare neanche questa regione. Miglior sommelier del mondo nel 2000 il primo e presidente dell'associazione della regione Corsica della sommellerie francese il secondo, hanno condotto magistralmente una degustazione attraverso il territorio e le appellazioni di quest'isola. Per non annoiarvi scriverò solo poche informazioni per ciascun vino degustato. Normalmente il vitigno bianco é il Vermentino.

Abbiamo cominciato un po' in sordina con il Domaine de Clos Alivu, Clos Blanc 2010 dell'appellazione Patrimonio. Il vitigno principe é il Vermentino. Qui lo troviamo agrumato e con note floreali piuttosto gialle al naso. Queste sensazioni di freschezza non vengono corrisposte all'assaggio, dove prevale un corpo abbastanza sapido e minerale. La seconda cantina é il Domaine de Granajolo, Domaine Blanc 2011, appellazione Porto-Vecchio. Vermentino in purezza. L'azienda é biodinamica e questo lo si intuisce da una leggera "puzzetta" iniziale che con l'ossigenazione diminuisce fino a quasi divenire impercettibile. Tra le varietali note di fiori bianchi emerge un profumo intrigante di sesamo tostato, strano per un vino che non vede legno. In Bocca si esprime decisamente meglio.

Il terzo é il Clos Culombu, vino Ribbe Rosse Blanc 2010 dell'appellazione Corse Calvi. Questo vino si distingue per l'uso del legno ben gestito ma comunque presente all'olfatto, anche se di una qualità che si allontana dalla solita melensa vaniglia. Appena messo in bottiglia si presenta un po' scapigliato, con residuo di CO2 e particelle in sospensione, che rendono l'aspetto opaco all'esame visivo. Parere del tutto personale, ma non mi convince neanche all'assaggio, credo meriti comunque un'altra occasione, magari dopo maggior tempo dall'imbottigliamento.

L'azienda Clos Canarelli é quello che potremmo definire coup de coeur, poiché non solo il vino degustato é notevole, ma lo sono anche gli altri vini dell'azienda di cui riparleremo in seguito a proposito di vitigni meno conosciuti. Tornando alla degustazione il vino é Clos Blanc 2010 dell'appellazione Corse Figari, nel sud dell'isola. L'azienda é biodinamica ma non presenta odori che potremmo trovare strani. I lieviti sono stati selezionati fra quelli presenti sulle piante, poiché la cantina é di nuova costruzione. Il naso é molto interessante ed le note di pepe bianco solleticano i percettori delle narici. La vinificazione avviene in barrique, ma il lagno é gestito con astuzia, e delle note dei vini del nuovo mondo non ne abbiamo neanche il ricordo. All'assaggio sono soprattutto sapidità ed acidità a padroneggiare, con un supporto di mandorla amara che lascia in bocca un ricordo preciso di pompelmo.

Il Domaine de Torraccia si trova nell'appellazione Porto-Vecchio ed il vino si chiama Ouriu Blanc 2009. Il Vermentino svolge la malolattica e questo ne caratterizza il corpo sicuramente più grasso, al quale si affianca la caratteristica sapidità. Il Clos Venturi dell'AOC Corse si presenta con un Clos Venturi Blanc 2007, vino che si presenta già all'esame visivo come importante. Infatti abbiamo un color oro che ci annuncia una struttura importante. Il naso é molto intenso ma non troppo largo e all'assaggio troviamo una percezione alcolica importante, insieme ad una bella glicerina ed una persistenza minerale molto lunga.

Sempre della stessa AOC troviamo il Domaine de la Punta con il Bianco Gentile 2010 che é anche il nome del vitigno locale. La fermentazione avviene in legno. Il vino si presenta complesso e piacevolissimo con una lunga persistenza che ci lascia una gradevole sensazione amaricante nel finale. Il successivo Domaine si chiama Sant Armettu, AOC Corse Sartène con il vino Rosamarinu Rosé 2011. Il colore é quello della buccia di cipolla. Nei riconoscimenti olfattivi possiamo ritrovare sentori che appartengono più propriamente a vini bianchi ed una nota di lievito di birra. Il vitigno é 100% Sciaccarellu. Con questo vino torniamo alla prima AOC Patrimonio. Il Nielluccio in purezza rende questo vino più adatto a pasteggiare, il naso é più espressivo ed in bocca é minerale con una buona persistenza. A bicchiere vuoto emerge un'intrigante nota fumé. Il penultimo Domaine si chiama Giacometti e si trova nella stessa appellazione del vino precedente. Il vino é il Cru des agristes rouge 2009. Il Nielluccio in purezza vinificato in rosso si presenta in una bella nuance rosso granato. Naso variegato con note che vanno dallo speziato, al sentore animale, al caramello. Possiamo anche trovare una noda iodata che ci riporta immediatamente alla zona di provenienza che si trova sul mare.

Last but not least il Domaine Leccia che si svela ai degustatori bramosi presenti in sala, con due appellazioni e due vini differenti: AOC Patrimonio Domaine Rouge 2008 e AOC Muscat du Cap Corse 2008. Il primo é un assemblaggio di Nielluccio e Syrah, dal colore granato/rubino che si apre all'olfatto con note torrefatte, speziate e sensazioni scure, tra cui un ricordo di oliva nera. In bocca é ricco, tannico, secco e con il finale amaricante. Il secondo vino é un Muscat dolce, dal colore oro, con riflessi ambrati. Uno dei più bei nasi mai sentiti prima, nettissimo spicca il mandarino, seguito da fiori gialli freschi, e sensazioni agrumate a metà strada tra il maturo e la confettura. In bocca é sorprendendte, l'acidità che prometteva durante l'esame olfattivo non trova riscontro nell'esame gustativo, il suo equilibrio si basa sull'asse zucchero, sapidità e amaro. Il pompelmo é infatti la sensazione che va a concludere questo viaggio gustativo.

Cosa posso aggiungere? La degustazione é stata ben guidata, le informazioni sono state tante e precise, ma non tedianti e la disponibilità dei due relatori ha arricchito quella che sulla carta sembrava non essere una degustazione imperdibile e che invece si é rivelata fondamentale per scoprire la Corsica vitivinicola.

Foto Corsica

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