Considerazioni finali Vinisud 2012

conclusione vinisudMercoledì ventidue febbraio si è conclusa anche questa manifestazione che riguardava i vini del mediterraneo. Le considerazioni sono positive, ma qualche piccola critica ci impegnamo a farla: nessuno stands era provvisto di pezzi di pane o grissini, certo, gli angoli per mangiare a pagamento erano tanti, e qualche qualche sparuto e lungimirante produttore che si organizzava con specialità mangerecce proprie esisteva, però credo che un pane che aiuti a ripulire la bocca in questo tipo di eventi non debba mai mancare. Ad esempio la Corsica si era organizzata con mini taglieri di formaggi e salumi, ma una volta asssaggiato uno stuzzichino il vino non lo si sentiva più per parecchio tempo. Altra piccola pecca riguarda le degustazioni guidate, non si capiva bene se si dovesse prenotarle prima, e certo la ragazza alla quale ho chiesto questa informazione non era preparata.

Per il resto che dire? I produttori avevano i vini quasi tutti alla giusta temperatura, non c'erano problemi di ghiaccio, di bicchieri puliti, spazio, modo per parlare con i produttori, c'erano posti per riposarsi disseminati in giro, i bagni li ho trovati sempre in condizioni accettabili e senza file. Che vogliamo di più da una manifestazione che conta 1664 espositori di vino e 32880 visitatori nell'arco delle tre giornate? L'alcol ce ne era per tutti i gusti, con regioni talmente ampie si trovava di tutto, dai secchi bianchi e rossi, ai rosati tipici della Provenza, alle bollicine, passando per i vini dolci più disparati, agli armagnac anche molto invecchiati, e poi vini biologici, biodinamici, convenzionali, provenienti da un agricoltura ragionata, superchimici, metodi ancestrali, moderni, insomma impossibile non trovare interessante Vinisud.

Un dato che è uscito prepotentemente è che il mercato asiatico è quello più importante al quale si guarda con interesse lucrativo e come un'opportunità da non farsi scappare. E noi Italiani? Credo fosse la parte meno interessante di tutto il salone, veramente pochi produttori valevoli, considerazione fatta anche da altri italiani esperti del settore che ho incontrato in fiera. Un vero peccato, poiché se la qualità media è bassa, chi visita gli stands pensa che quello sia il parametro di riferimento, mentre nelle altre regioni del bacino mediterraneo si trovavano vini che sfioravano l'eccellenza e vini trascurabili, un ventaglio che fa intuire che la qualità è altalenante a bisogna cercarla. Un'altra occasione persa per la nostra penisola, ma si sa, sono più bravi gli altri paesi a scoprirci che noi a proporci. Se vi incuriosisce sappiate che potrete parteciparvi a Shanghai nel febbraio 2013 o a Montpellier nel 2014.

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