Degustazione: i vitigni del Mediterraneo

degustazione sui vitigni del mediterraneoQuesta degustazione guidata dal miglior sommelier del mondo 2010 é stata la prima in ordine di tempo alla quale ho partecipato. Gérard Basset ci ha guidati in un viaggio alla scoperta dei vitigni che caratterizzano il mediterraneo. Il racconto è stato semplicemente chiaro ed appassionato, qualità che ci sviano dal duro lavoro che comporta una conoscienza così approfondita dei territori e dei modi di lavorare. Il primo vino ad essere servito è stato il Muscat sec 2010 di Mas Madame Igp Pays d'Oc, Francia, dal naso floreale e con un accenno di nota fumè, si esprime in bocca attraverso un corpo un po' esile ed una persistenza non molto lunga, vino perfetto per un'aperitivo estivo profumato ed allegro.

Il secondo vino è Gros Manseng Sélection 2011 di Domaine Cassagnoles Igp Côtes de Gascogne, il naso ricorda molto quello di un Sauvignon blanc meno varietale nelle sue note vegetali, con un bel pompelmo fresco, in bocca invece è più caldo e un po' stancante di quello che potesse farci intuire all'olfazione. Il terzo vino si chiama Eimprente du Temps 2010 del Domaine Ferrer Ribiere dal vitigno Grenache Blanc, Igp Côtes Catalane. Le note sono prettamente terziarie con accenni ossidativi e profumi dolci di legno. C'era qualche residuo di anidrite carbonica, all'assaggio si presenta come un vino da pasto, dal corpo ricco, morbido, caldo e persistente. Il quarto assaggio è un Aoc Condrieu di Domaine Yves Cuilleron, Les Chaillets 2010 da vitigno Viognier, passato in barrique nuove. Spersonalizzazione del vitigno a favore di sensazioni terziarie, con note burrose e grasse, bocca glicerica, ampia ed abbastanza persistente.

Il primo rosso è un vino Corso del Domaine Leccia Cuvée Petra Bianca 2008 Aoc Patrimonio da vitigno Nielluccio, cugino del nostrano Sangiovese. Vino interessante ed ampio di riconoscimenti olfattivi che vanno dal fruttato rosso, allo speziato. All' assaggio è caldo, tannico e persistente, ancora un po' giovane ma con grande carattere. Il sesto vino è un Crozes-Hermitage 2010 del Domaine Alain Graillot Aoc Crozes Hermitage, qui il vitigno è la Syrah, ebbene ho scoperto essere femminile, il colore è viola impenetrabile, concentrato, il naso ha sentori di oliva nera e di frutti scuri, in bocca scalpita in tutta la sua giovinezza, ma ci avverte che tra qualche anno sarà un vino splendido.

Segue Aop Corbières Boutenac, Atal Sia 2009 di Château les Ollieux Romanis uvaggio di 45% Carignan, 25% Mourvedre, 25% Granache e 5% Syrah, il naso è fruttato e minerale scuro ed in bocca è presente ancora dell'anidride carbonica che da sensazioni frizzanti ad un vino tutt'altro che adatto ad una tipologia mossa. L'8° l'ho trovato talmente interessante da spingermi ad andare ad assaggiare tutta la produzione allo stand della cantina, parliamo di Château Romanin, Rouge 2007 Aoc Baux de Provence. Ho assaggiato anche altri millesimi, ma il 2007 ha un eleganza, un velluto, un equilibrio che le altre annate non hanno. Il produttore è biodinamico ed il vino ha un naso complesso ed una bocca che invita a riberlo. I vitigni sono Granache, Syrah, Mourvedre e Cabernet Sauvignon.

Il 9° vino è Spagnolo Huellas 2009 di Epicure Wines Doq Priorat. L'assemblaggio è composto da 50% Carignan, 40% Granache, 5% Cabernet Sauvignon e 5% Syrah. Il 20% di questo vino passa in barriques nuove, è un vino speziato, interessante, abbastanza caldo e tannico ed anche abbastanza pronto da bere. Questo Domaine è il più grande produttore biodinamico, in termini di ettari, della Francia, avendone a disposizione 200. Ego 2010, Domaine Cazes, Aop Cotes du Roussillon Village è un assemblaggio di 40%Syrah, 40% Mourvedre e 20% Grenache, il profumo qui si fa immediatamente balsamico, sicuramente un biodinamico fatto bene.

L'11° ed il 12° vino non erano previsti nella scheda, ma si tratta del Barolo Rivetto, del quale mi sfugge l'attinenza al tema della degustazione, visto che non penserei al nebbiolo come un vitigno del mediterraneo, anche se per la classificazione europea tutta l'Italia rientra in questa zona, ed il Le Faite 2007 di Saitn-Mont vino proveniente dai vitigni: Cabernet Sauvignon, Tannat, Cabernet Franc e Pinenc. Il vino è corposo, morbido, con sensazioni olfattive di frutti neri e rossi ben maturi e un po' speziati, in bocca è ricco, ampio e persistente.

Ascoltare un sommellier, che ha vinto il primo premio nella sua professione, parlare di vino è un esperienza indimenticabile, poichè sia Gérard Basset, sia Olivier Poussier sono stati relatori coinvolgenti e sono riusciti a trasmettere la propria passione e conoscenza anche a chi si occupa di questo mondo solo per quel che riguarda la parte commerciale, e magari è meno interessato al territorio e alle tradizioni che lo contraddistinguono. Un bel viaggio che spero di conservare a lungo nella mia memoria, e che mi è stato molto utile per scoprire produttori, terre e vini buonissimi.

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