Ricette cinema: il polpo di “Se sei così ti dico sì”

I sogni non muoiono mai e l’occasione di realizzarli può arrivare quando meno te lo aspetteresti nella vita… è questa, in breve, la ‘morale’ di "Se sei così ti dico sì", commedia italiana un po’ sgangherata che ha salutato il ritorno sul grande schermo di Belén Rodriguez al fianco del collaudatissimo Emilio Solfrizzi. È la storia di un cantante pop pugliese dei primi anni Ottanta che ha appeso, per dire, il microfono al chiodo ed è diventato chef nel ristorante sulla spiaggia della ex moglie, chiamato ‘Al polpo re’, in onore allo splendido esemplare che, ahimè, tiene rinchiuso in un acquario nella sala.

Un giorno gli piove dal cielo un’altra possibilità: tornare in televisione per fare il tappabuchi dell’ultimo momento al programma tv I migliori anni. Cicala, dopo un’attenta riflessione, ci va e in albergo a Roma incontra la bellissima top model argentina Talita. Grazie a lei che riesce a leggergli dentro il fuoco sacro delle origini e al coraggio che gli infonde l’esperienza, dopo un rocambolesco viaggio in America torna nella sua Savelletri deciso a ricominciare. Metro della riconquista del sogno, che in fondo è libertà di pensiero, la scena finale, durante la quale, in un bagno invernale catartico con l’amico di sempre, fa tornare al mare anche il famoso polpo.

E quindi parliamo proprio di polpo: la tradizione pugliese vuole che si mangi crudo, ma se non vi piace, potete scegliere il barese ‘pulpe che l’acqua so’, cioè cotto nell’acqua che butterà fuori da solo, al massimo con un goccio d’olio e la cipolla tritata. Il segreto dei pescatori è aggiungere in pentola anche un ‘cuècce’, un pezzo di sughero della rete che a contatto con l’acqua bollente sprigionerà tutta la salsedine.

A Polignano si fa il ‘pùghepe pe li paténe’, ossia cotto nel coccio con patate a tocchetti, pomodoro e prezzemolo; nel Salento, invece, lo preferiscono ‘a pignata’, cioè cotto senz’acqua e condito con cipolle, pomodori e pepe. Infine, a Vieste potete gustare il ‘pullupe’ con una salsetta di pomodoro, oppure cuocerlo nel vino e condirlo con un trito d’aglio e prezzemolo o ancora prepararlo ‘a la graffiodde’: cosparso di pangrattato e arrostito sulla griglia.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail