Ecco la gaufre e la ricetta a metà tra Belgio e nord della Francia

La ricetta dei reticoli più dolci.

Quel che conta è il ripieno, direbbero in molti e invece, da appassionata cronaca dei gusci di pasta frolla, dei fondi delle barchette, delle croste caramellate e a volte persino leggermente bruciacchiate, quel che preferisco sono le basi, quelle preparazioni che lasciano presagire il momento del loro completamento-coronamento, lasciando aperto l'orizzonte delle infinite personalizzazioni. E così sospesa nel mistico istante in cui il profumo inebriante suggerisce innumerevoli possibilità di condimento, mi abbandono alla croccantezza degli angoli, per rendermi conto, ma solo dopo, di aver terminato la mia gaufre in versione base e con un piacere tutto particolare. E' per questo che vi consiglio di moltiplicare le dosi a seconda dello spirito mangereccio dei vostri ospiti, e di non far troppo caso a topping & affini, che permettono naturalmente di divertirsi, ma in certi casi portano in secondo piano la bontà di una pasta che si lascia assaporare già da sé.
Per realizzare queste cialde dal profumo divino bastano pochi accorgimenti, e soprattutto uno strumento indispensabile: l'apposita piastra, il gaufrier insomma, anche detto challe, waffier, fer à gaufre, moule à gaufre, che in certe famiglie si trasmette di generazione in generazione.

Ingredienti: 4 uova, 1/4 di litro di latte, 250 g di farina, 1 pizzico di sale e 1 cucchiaino di lievito di birra.
Preparazione. Riscaldare a fuoco bassissimo il latte, giusto quel tanto da renderlo tiepido per sciogliervi il lievito. Unire alla farina il sale e i quattro tuorli d'uovo, poi il latte e mescolare bene il tutto. Montare gli albumi a neve non troppo ferma e incorporarli al composto di tuorli, fino ad ottenere un impasto bello liscio. Imburrare la piastra da entrambi i lati e riscaldarla, versarvi un mestolo di pasta e lasciar cuocere, rimuovere e ricoprire immediatamente con il completamento, semplice zucchero a velo, magari addizionato con qualche spezia, marmellate, confetture, creme zucchero, caramello e chi più ne ha più ne metta.

Via | aufeminin.com

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