Mini verticale a vinitaly: Badia a Coltibuono

Mini verticale a vinitaly: Badia a Coltibuono

Il monastero Coltus Boni nasceva nel 1051 per opera dei monaci vallombrosani i quali piantarono anche le prime viti. Sotto il dominio di Lorenzo de' Medici il monastero ebbe un ulteriore sviluppo. Dopo varie vicende il monastero ed i vigneti vennero acquisiti dalla famiglia Stucchi Prinetti i cui eredi, Emanuela, Paolo, Roberto e Guido, oggi la gestiscono nel pieno rigore della tradizione. La magia del Vinitaly forse risiede in questo, tra confusione diffusa, si creano delle piccole oasi di tranquillità dove alcuni produttori riescono a far assaggiare la loro storia.

Nel Nostro caso, l'azienda Badia a Coltibuono ci ha portato in degustazione il Chianti classico riserva 1970, il Chianti classico riserva 1981, il Chianti classico riserva 1999, il Sangioveto 1997 ed Sangioveto 2006. L'ordine di degustazione è quello scritto, quindi partiamo con la riserva del 1970 che è stato in botte di castagno fino al 1986 e nell'uvaggio c'erano anche i tradizionali vitigni a bacca bianca. Si presenta aranciato, al naso ad emergere immediatamente è la gamma della tostatura, dal caffè al cacao, poi seguono sentori di macchia mediterranea, poi ancora cuoio, tabacco, una nota eterea, ematica e di brandy. Come annata, raccontano le cronache che non sia stata neanche eccezionale, eppure il vino regge benissimo, non ha cedimenti ed è ancora fresco.

La 1981 è subito più eterea, più matura ma allo stesso tempo giovane, in bocca è più presente. Naso più di pellami. L'imbottigliamento è avvenuto nell'85. Dopo 20 minuti dall'apertura emergono note di sherry intrigantissime. Si prosegue col 1999, rituffando il naso di tanto in tanto nei bicchieri precedenti. Qui la nota che balza all'olfatto è di goudron che poi lascia spazio alla ciliegia sotto spirito. Segue una annata, che benchè decantata da tutto il mondo l'azienda non ritiene fra le più longeve, ovvero Sangioveto 1997. Qui il naso si sposta su note più fruttate, con una dolcezza più vanigliosa ben integrata.

Il millesimo 1999 è sicuramente più scalpitante sia al naso che in bocca, dove si contrappongono struttura e morbidezza. Dopo un po' di tempo dall'apertura emerge una nettissima caramella d'orzo che viene accompagnata da molti altri sentori. Terminiamo con il naso più balsamico della carrellata, Sangioveto 2006. Si presenta già come un'annata matura ed elegante già pronta ad essere bevuta anche se sarebbe preferirebile attendere qualche altro anno. A 15 minuti dall'apertura, si fa strada una leggera nota formaggiosa. Inutile dire che la mia concentrazione è andata sull'annata del 1970, che per stile ed anzianità rimarrà nei miei ricordi enoici.

Mini verticale a vinitaly: Badia a Coltibuono
Mini verticale a vinitaly: Badia a Coltibuono

Foto | Alessia

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