Conclusione della 46esima edizione del Vinitaly

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In linea di massima il Vinitaly è un evento pluricollaudato e lo si nota dall'organizzazione interna che comunque non è al riparo da errori ed inconvenienti. In alcuni stends i bicchieri non avevano un buon odore, è saltata la luce in un'area, e non c'è a disposizione internet gratuito, che al giorno d'oggi mi sembra necessario. Fuori del Vinitaly direi che la città di Verona non è in grado di accogliere un numero così importante di veicoli, costringendo ad ore di attesa nei parcheggi a pagamento non asfaltati prossimi alla fiera, suscitando la collera di innumerevoli automobilisti increduli.

Credo sia difficile gestire tante iniziative, tra conferenze e degustazioni guidate, creatività artistica, centoquarantamila visitatori accorsi da centoventi paesi del mondo, ma credo si possa ulteriormente migliorare. Come spesso avviene durante le fiere con durata di più giorni, l'ultimo è penalizzato dalla dipartita anticipata di alcuni produttori, proprio nel giorno in cui si riesce a degustare meglio. Una piccola parentesi critica la dedico al padiglione della mia regione, la quale ha organizzato numerose conferenze e dibattiti, come quello sul "Vino ed il calcio" senza sottolineare l'importanza di alcuni risultati ottenuti da alcune aziende laziali che si stanno impegnando moltissimo, come Casale Certosa, che si è qualificato 4° nel concorso alla cieca del Bufala & Wine Wedding.

Il Vinitaly rimane una tappa importante per tutti gli operatori del settore e per gli appassionati, anche se in questo ultimo caso bisogna dimostrare di essere all'altezza di poter assaggiare un determinato vino, atteggiamento molto fastidioso che alcune aziende stanno perpetrando con nonchalance. L'appuntamento è all'anno prossimo dal 7 al 10 aprile.

Foto | Alessia

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