25 Aprile: 27 ricette per una Liberazione di sapore


Il 25 aprile 1945 l’Italia veniva finalmente liberata dal Fascismo, in buona parte grazie all’ausilio delle forze alleate. È un giorno di festa grande, quello che ricorda la Liberazione, un’occasione per riflettere e celebrare valori come il patriottismo e la libertà… anche a tavola!

E per farlo, come sempre vi veniamo in aiuto noi con alcune proposte gustose che soddisferanno anche i palati più esigenti: quelli dei vostri bambini, che magari, stuzzicati dalla curiosità di quello che inforchettano, potranno imparare anche un po’ di storia d’Italia.

E qual è il modo migliore per esprimere l’orgoglio (e di questi tempi ce ne vuole) di essere italiani, fedeli alla propria nazione? Ovviamente rendendo omaggio al tricolore… anche nelle sue declinazioni più, diciamo, prosaiche. Tralasciando una volta tanto la pasta, che tutti riteniamo italica, ma tale, almeno all’origine, non è, vi proponiamo un bel risotto di sicuro impatto visivo: tricolore grazie a pomodoro, ricotta e pistacchi.

Continuando sulla scia del sicuro effetto cromatico, se volete restare leggeri potete provare questo carpaccio tricolore con la relativa insalata di contorno. Se invece non sapete rinunciare al dessert, anche questo deve essere, per così dire, in tinta: ecco, allora, il gelato al tè verde guarnito da panna montata e chicchi di melograno.

Un’altra valida idea per il menu di questa giornata è la scelta di sposare la tradizione regionale: se fatta l’Italia – diceva un po’ di tempo prima D’Azeglio – bisognava fare gli italiani, a tavola l’Italia era ben lungi dall’essere unita, al contrario di adesso, in cui ad esempio il pesto alla genovese certo non sarà buono come a Genova, ma lo potete trovare anche in Sardegna (e non solo grazie a De André).

Nel centro dell’Italia, tra Lazio, Umbria e Toscana si è sempre mangiata la panzanella, un piatto, guarda caso, tricolore proprio come la diffusissima insalata caprese, che dall’isola trae solo il nome, e che è adatto a un bel pranzo sul prato, se il meteo della giornata lo consentirà. Nel solco del cibo da asporto, ma regionale dop, mi vengono in mente da proporvi i romanissimi supplì, degni compagni dei rustici che si fanno a Napoli. Trasportabile senza danni è anche la cima alla genovese, piatto freddo a base di carne, e nel cestino di vimini non possono neppure mancare le cipolline alla catanese.

Più difficili da mangiare all’aria aperta, ma in piena stagionalità sono gli asparagi preparati alla milanese, mentre la cucina veneta ci riserva una saporita zuppa di radicchio come si fa a Treviso. Per accompagnare il pasto, inoltre, non c’é che l’imbarazzo della scelta tra il leggerissimo e friabile pane carasau dalla tradizione sarda e le più consistenti friselle pugliesi. Infine, tra i dolci che potrete scegliere, io vi ricordo il golosissimo bonet piemontese e i classici cantucci toscani, tanto per non dimenticare le vecchie capitali d’Italia.

A proposito di cose da non dimenticare, c’è il ruolo che gli alleati ebbero nella nostra liberazione: se volete rendere loro omaggio potete ideare un pranzo tutto a base delle specialità che ci offrono Inghilterra, Francia, Stati Uniti e Russia. Se della cucina russa abbiamo ampiamente parlato, qualche accenno lo abbiamo dato anche delle altre: tra i manicaretti dei ‘cugini’ d’oltralpe potete cogliere il sostanzioso croque monsieur, oppure i raffinati dolcetti macarons; mentre se la vostra idea di pranzo è più ‘bucolica’ sarà meglio prevedere delle patate alla sarlandaises.

A un bel picnic sul prato, se fossimo negli Usa, non mancherebbero gli hamburger, ma se volete un pranzo light è bene preferirvi la Caesar’s salad, per bruciare poi le calorie risparmiate con una prelibata pie alle pere, pepe e brandy.

Non ci è dato sapere se Sua Maestà la Regina d’Inghilterra abbia mai fatto un picnic, ma immaginiamo che alla sua tavola non manchi mai il pudding tradizionale e neppure il regalissimo, sanguinolento roastbeef. Se, infine, vi piace il genere streetfood, non dimenticate da Londra una bella frittura di fish and chips.

Foto | Flickr

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