Il progetto Gelaterie Ambasciatrici del Gelato Italiano è arrivato ieri, mercoledì 15 luglio, a Triuggio, in provincia di Monza e Brianza, dove la gelateria L’Iseo guidata dalla chef gelatiera Federica Colombo ha ricevuto il riconoscimento promosso da Città del Gelato insieme a “Firmato dagli Agricoltori Italiani”, marchio di Filiera Agricola Italiana, con il sostegno di Coldiretti, per valorizzare il legame tra agricoltura italiana, territorio e produzione artigianale.
Gelato italiano, il progetto arriva in Lombardia
Dopo il primo riconoscimento assegnato a Sacro Gusto di Bari, la rete nazionale delle Gelaterie Ambasciatrici del Gelato Italiano fa tappa in Lombardia. La consegna si è svolta nella sede de L’Iseo di Triuggio, realtà artigianale della Brianza che entra così nel percorso delle Eccellenze Contadine promosso da Città del Gelato. Una cerimonia sobria, dentro la gelateria, tra banco, laboratorio e produttori: il contesto, in fondo, era parte del messaggio.
L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: rafforzare il rapporto tra chi coltiva, chi trasforma e chi porta il prodotto al pubblico. Non solo una targa, dunque. Il riconoscimento punta a segnalare quelle gelaterie che scelgono ingredienti provenienti da filiere agricole italiane, trasparenti e tracciabili, costruendo ricette capaci di raccontare un territorio senza trasformarlo in slogan.
L’Iseo di Triuggio e il lavoro di Federica Colombo
A ricevere il riconoscimento è stata Federica Colombo, chef gelatiera alla guida de L’Iseo, attività conosciuta nel territorio brianzolo per una proposta legata alla ricerca sulle materie prime. La sua gelateria entra nella rete dopo la tappa pugliese di Bari, che aveva inaugurato il progetto nazionale. Stavolta, però, il baricentro si sposta al Nord, in un’area dove il dialogo tra artigianato alimentare e produzione agricola ha una presenza radicata, anche se spesso meno raccontata.
Secondo i promotori, la scelta di Triuggio indica la volontà di allargare il progetto a contesti diversi, dalle città del Sud alle province lombarde. “La tappa lombarda segna una nuova fase”, viene spiegato nella nota diffusa da Città del Gelato, perché il gelatiere non è visto solo come esecutore di ricette, ma come interprete di un paesaggio agricolo e culturale. In altre parole: latte, frutta, zuccheri, creme e gusti diventano una filiera leggibile, non un semplice elenco di ingredienti.
La rete tra agricoltura, artigianato e filiere tracciabili
Il progetto Gelaterie Ambasciatrici del Gelato Italiano si inserisce nel percorso delle Eccellenze Contadine, iniziativa che punta a dare più visibilità ai prodotti agricoli italiani dentro il mondo della gelateria artigianale. A sostenerlo ci sono Città del Gelato, Firmato dagli Agricoltori Italiani, marchio di Filiera Agricola Italiana, Coldiretti e altri partner della filiera. Il punto, hanno ribadito i promotori, è costruire un modello nel quale l’origine delle materie prime sia riconoscibile e verificabile.
La parola chiave è tracciabilità, ma declinata in modo concreto: scegliere fornitori italiani, valorizzare produzioni locali, raccontare al consumatore cosa c’è dietro una vaschetta o un cono. Un passaggio non secondario, in un settore dove la qualità percepita dipende spesso dal rapporto di fiducia tra cliente e gelatiere. “Con le Gelaterie Ambasciatrici del Gelato Italiano stiamo costruendo una rete nazionale che mette in relazione il mondo agricolo e quello dell’artigianato, creando valore per entrambi”, ha detto Giovanni Carucci, presidente di Città del Gelato.
Carucci: “Un modello replicabile in tutta Italia”
Per Giovanni Carucci, l’arrivo in Lombardia dopo Bari dimostra che il progetto può crescere su scala nazionale. “Dopo Bari, l’arrivo in Lombardia dimostra che il progetto può diventare un modello replicabile in tutta Italia”, ha spiegato il presidente di Città del Gelato, sottolineando come la rete punti a unire territori diversi attraverso un’idea comune di qualità. Poi il riferimento diretto alla gelatiera brianzola: “Federica Colombo interpreta il proprio mestiere con ricerca, sensibilità e attenzione alla qualità: questo è lo spirito che vogliamo promuovere”.
La nuova adesione, nelle intenzioni dei promotori, non chiude il percorso ma lo allarga. Dopo Sacro Gusto di Bari e L’Iseo di Triuggio, altre gelaterie potranno entrare nella rete se risponderanno ai criteri legati a materie prime italiane, trasparenza e rapporto con il territorio. È un modo per dare riconoscibilità al gelato artigianale italiano partendo da chi lo produce ogni giorno, dietro un banco e dentro un laboratorio. Senza grandi proclami. Con una filiera da mostrare, gusto per gusto.
In una gelateria artigianale, una gelatiera illustra il lavoro e le materie prime durante un momento di riconoscimento.






