In Italia, nelle cucine di casa dove le ricette passano ancora da un quaderno all’altro, Li Cumberzejune vengono preparati come dolci da forno tradizionali con farina, uova, zucchero, latte, olio extravergine d’oliva, limone, anice e cannella, seguendo una lavorazione semplice pensata per ottenere biscotti dorati e profumati da servire a colazione, a merenda o nei giorni di festa. La ricetta, attribuita a Carmelo Scuderi, racconta uno di quei preparati familiari che non cercano effetti speciali: pochi ingredienti, una teglia, il forno a 180 gradi e il tempo necessario perché l’impasto prenda colore.
Li Cumberzejune, il dolce semplice della tradizione domestica
I Li Cumberzejune appartengono a quella famiglia di biscotti rustici italiani che nascono più dalla pratica quotidiana che dalla pasticceria codificata. Non c’è crema, non c’è farcitura, non c’è una decorazione elaborata: il carattere del dolce sta nell’impasto, nella forma a strisce e nel profumo che arriva dal limone grattugiato, dai semi di anice e dalla cannella macinata. È una preparazione diretta, quasi essenziale, di quelle che si possono immaginare su un tavolo infarinato, con una ciotola grande e il forno già caldo.
La base è generosa: 600 grammi di farina, 3 uova, 180 grammi di zucchero, 260 grammi di latte e mezzo bicchiere di olio extravergine d’oliva. A questi si aggiungono 10 grammi di ammoniaca per dolci, ingrediente molto usato nella biscotteria tradizionale perché aiuta a ottenere una consistenza asciutta e leggera, soprattutto nelle preparazioni da forno prolungate. “Il segreto è non avere fretta con l’impasto”, direbbe chi queste ricette le prepara da anni. Prima si amalgama bene. Solo dopo si profuma.
Ingredienti e profumi: limone, anice e cannella nell’impasto
La preparazione dei Li Cumberzejune comincia sbattendo le uova con lo zucchero, fino a ottenere un composto uniforme. È il primo gesto, il più semplice, ma anche quello che dà struttura al dolce. Poi entrano il latte, la farina e l’olio extravergine d’oliva, aggiunti poco alla volta o comunque lavorati con cura per evitare grumi e rendere l’impasto omogeneo. In questa fase, la ricetta non richiede tecniche complesse: serve piuttosto attenzione, una consistenza lavorabile e una mano regolare.
Il profumo arriva dopo. La buccia di limone grattugiata dà freschezza, mentre anice e cannella portano una nota più calda, riconoscibile appena i biscotti entrano in forno. L’ammoniaca per dolci, da usare nelle dosi indicate, completa l’impasto e contribuisce alla resa finale. Durante la cottura può sprigionare un odore intenso, come spesso accade con questo lievitante, ma tende a svanire quando i biscotti sono ben cotti e raffreddati. È un dettaglio noto a chi prepara biscotti secchi. Niente di insolito.
Preparazione passo dopo passo e cottura a 180 gradi
Una volta amalgamato il composto dei Li Cumberzejune, l’impasto va steso su un piano leggermente infarinato. La ricetta prevede di tagliarlo in strisce della forma desiderata, lasciando quindi un margine alla mano di chi cucina: più lunghe, più corte, sottili o appena più larghe, purché abbiano dimensioni regolari per cuocere in modo uniforme. Le strisce si sistemano poi su una teglia da forno, meglio se rivestita con carta forno, mantenendo un po’ di distanza tra un pezzo e l’altro.
La cottura avviene a 180 gradi e prosegue fino a completa doratura. Non viene indicato un tempo preciso, e qui entra in gioco l’occhio: il colore deve essere pieno ma non scuro, la superficie asciutta, i bordi leggermente più marcati. In un forno domestico possono servire tempi diversi, anche in base allo spessore delle strisce e alla potenza dell’apparecchio. Conviene controllare dopo i primi minuti, senza aprire di continuo lo sportello. Quando sono pronti, i biscotti vanno lasciati raffreddare: appena usciti dal forno sono più fragili, poi prendono consistenza.
Come servirli e conservarli: dalla colazione alla merenda
I Li Cumberzejune si prestano a un consumo semplice, quotidiano. Si possono servire con il latte, con il caffè, con una tazza di tè o con un vino dolce, se il contesto è quello di un fine pasto informale. La presenza dell’olio extravergine d’oliva li distingue da molti biscotti al burro e dona un gusto più netto, meno rotondo ma più vicino alla tradizione casalinga mediterranea. Il limone, poi, alleggerisce l’insieme. L’anice resta sul fondo, senza coprire.
Per conservarli, una volta freddi, è preferibile sistemare i biscotti Li Cumberzejune in una scatola di latta o in un contenitore ermetico, al riparo dall’umidità. Così mantengono meglio la loro consistenza e possono accompagnare più momenti della giornata. La ricetta, indicata come italiana e valutata con un rating di 4.0, non riporta calorie per porzione né una data di pubblicazione. Restano però gli elementi concreti: ingredienti reperibili, procedimento lineare, forno caldo e profumi familiari. Ed è spesso lì, in quella semplicità, che un dolce trova il suo posto.
Vassoio di Li Cumberzejune appena sfornati in una cucina di casa, tra farina, limone e spezie.






