Ricette veloci

Pellegrini entra tra i marchi storici di interesse nazionale

Cartellina con certificato su un tavolo, con grembiule bianco, vassoio inox e guanti blu; sullo sfondo stretta di manoCartellina e documenti su un tavolo durante un incontro istituzionale, con oggetti che richiamano servizi di ristorazione e sanificazione.

Il marchio Pellegrini è stato iscritto nel Registro dei Marchi Storici di Interesse Nazionale dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, per riconoscere il percorso di un’azienda fondata a Milano nel 1965 da Ernesto Pellegrini e attiva da oltre sessant’anni nei servizi per imprese, scuole, ospedali e istituzioni.

Pellegrini entra nel Registro dei Marchi Storici del Mimit

L’iscrizione del marchio Pellegrini nel Registro dei Marchi Storici di Interesse Nazionale segna un passaggio istituzionale per il gruppo, che entra così nell’elenco delle imprese italiane con almeno cinquant’anni di presenza continuativa sul mercato. Il riconoscimento, istituito dal Mimit e gestito dall’Uibm, ha l’obiettivo di valorizzare quei marchi che, nel tempo, hanno contribuito alla costruzione del patrimonio produttivo e identitario del Paese.

Per l’azienda, si legge in una nota, il provvedimento “valorizza un percorso imprenditoriale che, da oltre sessant’anni, unisce continuità, spirito d’innovazione e centralità della persona”. Parole misurate, ma non casuali: il gruppo è cresciuto in settori dove il servizio quotidiano — dalla mensa aziendale alla sanificazione di un ospedale — pesa sulla vita concreta di lavoratori, pazienti, studenti. E lì, spesso lontano dai riflettori, si misura la tenuta di un marchio.

Dalla fondazione di Ernesto Pellegrini alla crescita del gruppo

La storia di Pellegrini Spa comincia nel 1965, quando Ernesto Pellegrini avvia l’attività che, nel corso dei decenni, diventerà uno dei principali operatori italiani nei servizi integrati. Il gruppo, a capitale interamente italiano, ha mantenuto il proprio baricentro nel Paese, pur sviluppando anche una presenza internazionale e ampliando progressivamente il perimetro operativo.

Oggi Pellegrini lavora per imprese, scuole, ospedali, Rsa, enti pubblici e realtà private. Una crescita costruita per passaggi successivi, con l’estensione dalla ristorazione collettiva ad attività collegate, dalle forniture alimentari alle soluzioni di welfare. Non solo mense, dunque. Il modello, nel tempo, si è allargato a servizi che accompagnano aziende e istituzioni nella gestione di funzioni non sempre visibili, ma essenziali.

Il riconoscimento del Mimit, in questo quadro, arriva come conferma di una traiettoria lunga. Non riguarda soltanto l’età del marchio, ma anche la sua continuità operativa e il legame con un tessuto economico fatto di clienti, fornitori, collaboratori e territori. Una rete ampia, che nel caso di Pellegrini si è consolidata nell’arco di più generazioni.

Ricavi oltre il miliardo e quattro aree di attività

Secondo i dati comunicati dall’azienda, il Gruppo Pellegrini conta oggi oltre 11.000 collaboratori e ha registrato nel 2025 ricavi pari a 1 miliardo e 129 milioni di euro. Numeri che collocano la società tra i riferimenti nazionali nel settore dei servizi integrati, un comparto che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante per la gestione di strutture pubbliche e private.

Le aree di attività sono quattro: Ristorazione e Vending, Forniture alimentari, Welfare Solutions, Pulizia, Sanificazione e Servizi integrati. Ambiti diversi, ma collegati da una logica comune: offrire soluzioni operative a organizzazioni complesse, spesso con esigenze quotidiane e standard di qualità definiti. Nelle mense scolastiche, nelle aziende, negli ospedali e nelle residenze assistenziali, il margine d’errore è ridotto. Anche per questo il tema della continuità, richiamato dall’azienda, assume un peso concreto.

Il capitale resta interamente italiano, elemento sottolineato dalla società nella comunicazione diffusa dopo l’iscrizione al Registro. In un mercato attraversato da aggregazioni, gare pubbliche, appalti e pressioni sui costi, la dimensione nazionale del gruppo viene presentata come parte dell’identità aziendale. Un tratto che il riconoscimento ministeriale contribuisce a mettere in evidenza, senza cambiare, di per sé, l’operatività quotidiana.

Valentina Pellegrini: “Custodire un’eredità e farla crescere”

“Ricevere il riconoscimento di Marchio Storico di Interesse Nazionale è per noi motivo di grande orgoglio”, ha dichiarato Valentina Pellegrini, presidente e amministratore delegato di Pellegrini Spa. La manager ha richiamato la figura del padre, Ernesto Pellegrini, e “una storia imprenditoriale iniziata nel 1965” con una visione poi sviluppata “giorno dopo giorno” attraverso il lavoro di migliaia di persone.

Nelle sue parole, il riconoscimento non viene letto come un punto d’arrivo. “Essere un Marchio Storico significa custodire un’eredità importante, ma anche assumersi la responsabilità di farla crescere”, ha spiegato Valentina Pellegrini. Un passaggio che tiene insieme memoria familiare e prospettiva industriale, in una società che ha mantenuto una forte impronta imprenditoriale pur raggiungendo dimensioni da grande gruppo.

La presidente e amministratore delegato ha poi indicato le direttrici future: innovazione, qualità del servizio, attenzione alle persone e legame con i territori in cui l’azienda opera. “È così che intendiamo essere fedeli alla nostra storia”, ha aggiunto. Una formula semplice, quasi asciutta. Ma coerente con la natura di un gruppo che, più che sui grandi annunci, ha costruito la propria riconoscibilità dentro servizi ripetuti ogni giorno, a orari precisi, davanti a comunità reali.

Change privacy settings
×