Ogni anno, quando ottobre si avvicina alla fine e l’aria comincia a sapere di foglie umide e legno bruciato, nelle case della Romagna si rimette in moto un rito antico: preparare la piada dei morti. Non è la piadina che tutti conoscono — quella sfoglia salata cotta sul testo — ma una focaccia dolce lievitata, profumata di frutta secca e vino rosso, che arriva in tavola il 2 novembre in ricordo dei defunti. La piada dei morti ricetta è uno di quei patrimoni gastronomici che sopravvivono perché parlano di qualcosa di più grande della cucina: parlano di memoria, di stagione, di radici.
Un dolce che viene da lontano: le origini celtiche
La storia di questa focaccia è sorprendentemente antica. Le sue origini risalgono al periodo celtico, quando il primo novembre era considerato il Capodanno — la notte di passaggio tra il vecchio e il nuovo anno. Secondo la tradizione celtica, durante questa notte i defunti tornavano a visitare i propri cari, e le famiglie preparavano tavole abbondanti, ricche di cibi e dolci, per accoglierli degnamente.
Quando il Cristianesimo si diffuse in Europa, queste usanze pagane non scomparvero del tutto: si sovrapposero alle festività di Ognissanti e della Commemorazione dei Defunti, trasformandosi lentamente in rituali domestici trasmessi di generazione in generazione. La piada dei morti è uno di questi rituali. Sopravvissuta per secoli, oggi è ancora preparata tra la fine di ottobre e il 2 novembre nelle case e nelle panetterie della Romagna.
Cosa rende unica questa focaccia
A distinguere la piada dei morti dalle altre preparazioni dolci lievitate è soprattutto la combinazione di ingredienti: frutta secca, spezie e vino rosso. Non un vino qualsiasi: la ricetta tradizionale prevede il Sangiovese, il vitigno più rappresentativo della Romagna, oppure il mosto d’uva. È questo ingrediente a dare alla focaccia un sapore unico, leggermente tannico, profondo, che bilancia la dolcezza dello zucchero e della frutta secca.
L’impasto base è composto da farina, zucchero, olio extravergine d’oliva, acqua, uovo e lievito. A questi si aggiungono uvetta sultanina, noci, mandorle e pinoli — una combinazione che ricorda certi pani dolci medievali, dove la frutta secca era insieme ingrediente e simbolo di abbondanza. Il risultato è una focaccia densa, rustica, che non cerca la leggerezza di un pan brioche ma punta su una consistenza compatta e saporita.
Piada dei morti: ricetta per farla in casa
Questa è una delle versioni documentate della tradizione romagnola, con ingredienti che consentono di ottenere una focaccia di dimensioni generose, adatta a una famiglia.
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Ingredienti (per 6–8 persone)
- 450 g di farina 0
- 100 g di zucchero
- 70 g di olio extravergine d’oliva
- 50 g di acqua tiepida
- 100 g di vino rosso Sangiovese (o mosto d’uva)
- 1 uovo intero
- 25 g di lievito di birra fresco
- 100 g di uvetta sultanina
- 90 g di noci sgusciate
- 90 g di mandorle
- 30 g di pinoli
- Un pizzico di sale
Come preparare la piada dei morti
Prima di tutto, ammollate l’uvetta. Mettetela in una ciotola con acqua tiepida per almeno 20–30 minuti, poi scolatela e asciugatela bene con carta da cucina. Questo passaggio la rende morbida e impedisce che assorba umidità dall’impasto durante la cottura.
Sciogliete il lievito di birra nell’acqua tiepida con un cucchiaino di zucchero preso dalla dose totale. Lasciate riposare qualche minuto finché si forma una leggera schiuma in superficie: è il segnale che il lievito è attivo.
In una ciotola capiente — o nella ciotola di una planetaria — versate la farina con lo zucchero e il sale. Aggiungete l’uovo, l’olio extravergine e il lievito sciolto. Cominciate a impastare, poi unite gradualmente il vino Sangiovese. Non aggiungetelo tutto insieme: il vino assorbe in modo diverso a seconda della farina, quindi regolatevi sulla consistenza dell’impasto, che deve risultare morbido ma non appiccicoso.
Lavorate l’impasto per almeno 8–10 minuti a mano (o 5–6 minuti con il gancio della planetaria), finché diventa liscio ed elastico. A questo punto incorporate la frutta secca — noci spezzettate grossolanamente, mandorle intere o a metà , pinoli e uvetta scolata — lavorando ancora brevemente per distribuirla in modo uniforme.
Formate una palla, coprite la ciotola con un canovaccio pulito e lasciate lievitare in un luogo tiepido e privo di correnti d’aria per circa 1,5–2 ore, o finché l’impasto sarà raddoppiato di volume. I tempi variano in base alla temperatura della cucina: con una stanza fresca ci vorrà più tempo, con un ambiente caldo meno.
Trascorsa la lievitazione, stendete l’impasto su una teglia leggermente oliata, dandogli una forma ovale o rotonda con uno spessore di circa 2–3 cm. Lasciate riposare ancora 30 minuti prima di infornare.
Cuocete in forno statico preriscaldato a 180 °C per circa 25–30 minuti, finché la superficie sarà dorata e la focaccia suonerà vuota quando bussate sul fondo. Se la superficie dovesse colorirsi troppo rapidamente, copritela con un foglio di alluminio a metà cottura.
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Sfornate e lasciate raffreddare su una griglia prima di servire. La piada dei morti si gusta a temperatura ambiente, tagliata a fette spesse.
Consigli per un risultato migliore
Il vino Sangiovese non è sostituibile con qualsiasi rosso: scegliete un vino giovane e non troppo tannico, che non sopraffaccia gli altri sapori. Il mosto d’uva, quando disponibile, dà un profilo aromatico ancora più vicino alla ricetta originale e una dolcezza naturale che permette di ridurre leggermente lo zucchero.
La frutta secca può essere leggermente tostata in padella a secco per qualche minuto prima di essere incorporata: questo esalta il sapore delle noci e delle mandorle e aggiunge una nota più intensa all’impasto.
Se volete preparare la piada dei morti in anticipo, sappiate che si conserva bene avvolta in un canovaccio o in carta da forno per 2–3 giorni a temperatura ambiente. Non tende a seccarsi rapidamente grazie alla presenza dell’olio e della frutta secca, che mantengono una certa umidità interna.
Un rito da riscoprire, non solo il 2 novembre
C’è qualcosa di profondamente romagnolo in questo dolce: la semplicità degli ingredienti, la presenza del vino locale, la mancanza di ornamenti superflui. Niente glasse, niente creme, niente decorazioni elaborate. La piada dei morti è esattamente quello che sembra — una focaccia rustica, onesta, carica di frutta secca e di storia.
Per approfondire la tradizione gastronomica della Romagna e le sue radici culturali, la voce dedicata su Wikipedia offre un buon punto di partenza.
Prepararla in casa, seguendo la piada dei morti ricetta nella sua forma più autentica, è un modo concreto per tenere viva una tradizione che ha attraversato secoli senza perdere il suo senso. Non serve una ricorrenza solenne per mettersi all’opera: basta un pomeriggio di fine ottobre, un po’ di frutta secca, un bicchiere di Sangiovese — e la cucina che si riempie di un profumo che sa di Romagna.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
Scopri come preparare la piada dei morti, la focaccia dolce lievitata della tradizione romagnola con frutta secca e vino Sangiovese per il 2 novembre.






