Come usare il fieno greco in cucina e le sue proprietà

Chiamato così perché gli antichi greci lo utilizzavano solo come mangime per il bestiame, il fieno greco ha anche diversi usi in cucina

Il fieno greco è una pianta erbacea della famiglia delle Leguminose, originaria del Vicino Oriente ma ormai spontanea nell’area mediterranea da secoli. Nell’antica Grecia veniva usato solo mangime per il bestiame (ed è per questo che si chiama fieno greco), ma altre culture ne hanno impiegato le foglie e i piccoli semi (che hanno una caratteristica forma triangolare e per questo il nome scientifico è Trigonella foenum-graecum L.) a scopo terapeutico e alimentare.

In India le foglie essiccate (che vanno sotto il nome di methi), dotate di uno spiccato gusto amaro, sono utilizzate nella preparazione del curry. Le foglie fresche, invece, dal sapore meno intenso, possono essere bollite e usate come gli spinaci. Volendo, potete usare anche i germogli per arricchire delle insalate.

I semi macinati vengono usati nell’Africa settentrionale come condimento. Nella tradizione gastronomica dello Yemen, invece, i semi vengono prima lessati, poi schiacciati e infine serviti con aglio e carni fritti. I semi del fieno greco possono anche essere tostati e utilizzati come surrogato del caffè.

Come usare il fieno greco in cucina e le sue proprietà

Se volete usare i semi di fieno greco come condimento ma non sapete come fare, potete pestarli e poi aggiungerli all’impasto del pane che, così, acquisterà un sapore particolare.

Per quel che riguarda le proprietà, la tradizione popolare italiana lo vorrebbe come coadiuvante delle puerpere nella produzione del latte; secondo alcuni studi il fieno greco, inoltre, sarebbe un valido aiuto per combattere il diabete. Naturalmente, queste sono solo alcune indicazioni e se volete assumere il fieno greco a scopo terapeutico dovete parlarne con il vostro medico.

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