La cucina francese nei film, se Hollywood strizza l’occhio a Parigi

Escargot, creme brulee e foie gras affinano i gusti degli americani a tavola

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Gli americani sono sempre stati affascinati dalla Francia, che si tratti di vini, di abiti, oppure di cucina e di buone maniere, sembra che quello che venga da Oltralpe sia insuperabile. Così, quando si vuole conferire a una scena un tocco di raffinatezza, ecco che Hollywood la ambienta puntualmente in un ristorante francese, oppure inserisce la figura di uno chef che viene direttamente da Parigi. Anche quando vogliono cucinare in casa e fare colpo, di certo scelgono un piatto francese, senza scoraggiarsi anche se è un tantino complicato per chi è abituato a cuocere solo hamburger e bistecche (sono troppo cattiva?).

E poi, naturalmente ci sono i film francesi, quelli ambientati in Francia o quelli che semplicemente raccontano la vita e la storia di un personaggio francese reale o inventato e perciò la cucina francese, lì, non può davvero mancare. Sono moltissimi, comunque: riscopriamone qualcuno insieme…

cinemacucinafrancese

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Un’ottima annata

Non solo il vino (che pure è tra le eccellenze francesi nel mondo) è protagonista di questo bel film in cui Russell Crowe per una volta copre i muscoli e scopre il suo cuore. Ma non del tutto. Il suo personaggio, infatti, giungerà a maturazione proprio come le vigne in Provenza della tenuta dello zio che eredita alla sua morte: da broker senza scrupoli a viticoltore convinto, il passo non sarà brevissimo: passerà attraverso i pregiudizi (lui, inglese, venuto tra i francesi per vendere la proprietà) e la scoperta di una sorella e dell’amore. Tutto (o quasi) si decide nel corso di una cena con i vignaioli, in cui, tra l’altro, si consuma dell’ottimo cinghiale al vino rosso di produzione propria con contorno di melanzane alla provenzale.

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Ocean’s eleven

Sono già passati 14 anni (ma non si vedono) da quando il primo della fortunata serie di racconti su Danny Ocean è sbarcato sugli schermi di tutto il mondo. La storia inizia con il rapinatore-truffatore che esce di prigione dopo 5 anni e decide di mettere a segno un supercolpo ai danni di tre casinò di Las Vegas di proprietà dell’odiato Ocean, che nel frattempo gli ha rubato anche la moglie. Così mette su una banda micidiale con l’amico Rusty e la ‘benedizione’ dell’industriale Reuben, goloso di insalata alla nizzarda.

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Il meraviglioso mondo di Amelie

Ormai possiamo gustarne di buone pressoché dappertutto, ma la creme brulée di Amelie, parigina doc, è qualcosa di superiore: per la protagonista è addirittura uno dei (pochi) piaceri della vita romperne la crosticina con il dorso del cucchiaio aspettando che si freddi prima di gustarla in un sol boccone… o quasi…

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Moulin Rouge

È la ricetta originale del fois gras dello storico locale francese, quella che propongono da oltre un secolo e che probabilmente avranno assaggiato anche i protagonisti di questo romantico musical che racconta una storia d’amore come tutti la sognamo, vagamente ispirata alla Traviata di Giuseppe Verdi. Siamo nel 1899 e l’amore che sboccia è quello tra il poeta londinese trapiantato a Montmartre, Christian, squattrinato, idealista e bohemienne, e Satine, etoile del Moulin Rouge non proprio illibata…

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Pretty Woman


Metti una prostituta, bellissima, certo, ma non esattamente fine, in un ristorante francese davanti a un piatto di lumache – pardon – di escargot… facile, che poi, una voli nel piatto di qualcun altro o addirittura colpisca il cameriere! Ma l’aplomb dell’ambiente e il sorriso di Julia Roberts qui al massimo del suo splendore (25 anni fa!) fanno sì che tutti fingano non sia successo niente. Indimenticabile la favola della Cenerentola moderna Vivian che viene strapagata per una settimana per restare accanto al bell’uomo d’affari Edward, che finirà inevitabilmente per innamorarsi di lei…

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Vatel

Ritroviamo ancora una volta Gerard Depardieu che presta il suo significativo volto a Vatel, chef suicida del principe di Condé alla fine del XVIII secolo. Lo ricordano tutti, storicamente parlando, per la sua invenzione della crema chantilly, dal nome della località in cui il suo padrone incontrò il re e che poi divenne con il tempo un fondamentale della pasticceria francese e mondiale.

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La caduta degli dei

In tempi difficili come quelli della Germania nazista, bisogna rinunciare a molte cose: lo sanno bene la famiglia Essenbeck, baroni e magnati dell’acciaio, che si trovano a dover scendere a compomessi con un potere quantomai indigesto. Non rinunciano però a portare in tavola le specialità della cucina francese (altro che indigesta, questa…) come il consommé, che a coloro che non hanno mai provato a farlo sembrerà un semplice brodino, ma prevede una ricetta con due segreti: uno è il cognac, e l’altro è la chiara dell’uovo sminuzzate filtrata.

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È complicato

Jane e Jack sono adulti, sono divorziati da 10 anni e hanno tre figli, a loro volta adulti. Eppure ci ricascano, tra le lenzuola almeno, non riuscendo a chiudere mai del tutto un rapporto vecchio che però rischia di compromettere irreparabilmente i rapporti che stanno vivendo oggi. Jane, ad esempio, una cuoca che si è formata in Francia e ha aperto un ristorante a Los Angeles, sta con il suo architetto Adam: lo ha conquistato preparandogli in pausa pranzo un croque monsieur – specie di crostino francese ‘in carrozza’ – e fa pace con lui proponendogli dei fragranti croissant al cioccolato.

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Il grande Gatsby

Nel ‘nuovo mondo’ dei ruggenti anni Venti in un incontro galeotto (anzi, è l’incontro galeotto per eccellenza, quello tra Gatsby e la sua Daisy, nel libro originale di Scott Fitzgerald) non può mancare un seducente piatto francese. E siccome l’incontro in questione avviene all’ora del tè, questo non può che essere accompagnato dai dolcissimi e romantici pasticcini macarons, che possiamo gustare ancora oggi che San Valentino si avvicina, perché ogni Gatsby ha la sua Daisy e viceversa.

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Il pranzo di Babette


Babette é un’esule francese, che a Parigi faceva la cuoca, ma da anni vive ormai in Danimarca grazia alla benevolenza e generosità di un pastore protestante, accudito amorevolmente dalle due figlie. Quando questi muore e lei vince alla lotteria, invece di tornarsene in Francia come tutti pensano farà, investe tutto nella preparazione di un pranzo francese per la comunità che l’ha accettata tanti anni prima. Piatto forte del pranzo sono le quaglie in crosta: null’altro, infatti, è questo famoso ‘sarcophage’. Recentemente si è tornati a parlare spesso di questo film da Oscar, che pare sia il preferito di Papa Francesco.

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Julie & Julia

Da qualche anno la storia di Julia Child (emblema delle casalinghe americane che negli anni Cinquanta portò in tv la cucina francese) è diventata un simpatico film a colpi di prelibatezze francesi, in cui si portano avanti contemporaneamente la sua storia e quella di Julie, americana contemporanea appassionata di cucina e di scrittura, che si pone un obiettivo succulento e impegnativo: preparare in un anno tutte le ricette di Julia e raccontare al pubblico del suo blog com’è andata. Non si può non partire dalla boef bourguignonne.

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La cuoca del presidente

Hortense è la cuoca personale di Mitterand e l’ha seguito all’Eliseo alla faccia degli chef ‘di corte’. Segno che mens sana in corpore sano e che noi siamo quello che mangiamo, a lui vengono anche delle buone idee politiche dopo aver gustato i suoi piatti, tra i quali ritroviamo i sapori semplici e genuini della cucina casalinga di una volta e ovviamente le specialità della tradizione francese come il dolce Saint-Honorè.

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La vie en rose

Il successo (e i soldi, quando li hai) non sono tutto: ce lo insegnano le vite di molti ‘grandi’ che sono poi morti soli e disperati. Non fa eccezione la cantante francese Edith Piaf, da tutti conosciuta per il suo capolavoro ‘La vie en rose’, che dà inevitabilmente il nome al film che ne racconta la biografia. Orfana, cresciuta in un bordello, alcolista e innamorata dell’uomo sbagliato, il pugile sposato Marcel, di cui diventa l’amante. Una sera che vanno in un ristorante raffinato, lui ordina un semplice sandwich, ma lei gli farà assaggiare il sensualissimo tournedos, filetto di manzo cucinato secondo la ricetta prediletta da Rossini, con foie gras e tartufi.

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Marie Antoinette

Bulimica, sola in un Paese straniero che la detesta, ‘abbandonata’ dal marito nella sua ‘prigione’ dorata (che coraggio! Parliamo di Versailles…) e lontana dall’amata famiglia: é un ritratto inedito di Maria Antonietta di Francia, la sposa di Luigi XVI ghigliottinata dalla rivoluzione a soli 38 anni, quello che troviamo in questo film di Sofia Coppola in cui la sovrana ha il volto di Kirsten Dunst. La sua vorace golosità è saziata grazie ai dolcetti Petit Fours, invenzione della pasticceria dell’epoca.

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Ratatouille

Remy é un topo parigino con un olfatto straordinario e un sogno: diventare chef. Impossibile per un ratto, pur se così dotato, e per questo soprannominato come una delle più amate pietanze della ‘cuisine francais’, la ratatouille. Stretta un’incredibile amicizia con lo sguattero Linguini, riuscirà a cucinare ‘attraverso’ le sue mani e coronare così, almeno in parte, il suo sogno. Ve l’ho detto che è un film d’animazione?

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Sabrina

Una volta le buone maniere si potevano imparare solo in Francia, e riuscire a mandarci i figli a studiare era il sogno di ogni americano consapevole della propria, diciamo esistenza assai poco europea. Sabrina, che è la figlia di un umile autista, arriva a Parigi dopo una brutta storia, ma qui si trasforma imparando tutti i segreti del bon ton e anche quelli per conquistare un uomo, ad esempio prendendolo per la gola con un soufflé che non si sgonfia mai.

Foto | Merle ja Joonas
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