Zucchero, miele o fruttosio: quale la scelta migliore per i bambini?

Orientarsi su come fare a rendere la vita… più dolce

Zucchero o miele per i bambini?

Partiamo da un presupposto disatteso nella pratica anche se accettato nella teoria: dolcificare gli alimenti per i bambini, là dove non è necessario, non va bene, così come non va bene proporre un dolcetto come premio, atto, assicurano gli esperti, altamente diseducativo. Eppure tutti prima o poi lo facciamo…

L’eccesso di zucchero per i bambini molto piccoli, oltre ad abituarli a un gusto alterato, può causare nell’immediato problemi di carie ai denti, mentre nel lungo termine provocare obesità o malattie quali il diabete. Non pensate di esservela cavata usando, ad esempio, il fruttosio come alternativa: questo, infatti, è vero che è contenuto nella frutta, ma lì deve restare! Meglio, infatti, abituare i bambini a prenderlo direttamente ‘alla fonte’ anziché aggiungerlo artificialmente.

Il miele, poi, ha una storia tutta particolare. Nonostante le abitudini, proporlo prima dell’anno di vita può essere pericoloso: esso, infatti, contiene spore di botulino che se sono innocue negli adulti, nell’apparato digerente ancora non sviluppato di un neonato, sono batteri che possono produrre una tossina dannosa, anche se nella maggior parte dei casi non letale.

Una volta cresciuti, però, i bambini possono assumere miele eccome, anzi: è davvero un toccasana per influenze, mal di gola e affini (a patto che sia fresco, magari biologico e al 100% italiano), ma anche per zuccherare il latte. Attenzione, però, a non superare la dose consigliata di due cucchiaini al giorno, che fanno fare il pieno di energia prima di andare a scuola e di affrontare il resto della giornata.

Foto | Rita M.

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