Alla scoperta delle Marche tra piatti tipici e l'intervista a Uliassi

Terra e mare, Stelle Michelin e piatti della tradizioni, arti culinarie e sapori casalinghi, osterie di campagna e storici ristoranti a due passi dalla riva. Eclettica ma sempre fedele alle proprie radici, la cultura gastronomica marchigiana è tra le più buone e sofisticate d’Italia ed in questo articolo trovate tutti i migliori indirizzi dove mangiare ed acquistare prodotti tipici tra Senigallia, Ostra e il Parco Regionale del Conero.

Grazie ad un territorio distribuito tra monti, campagna e mare le Marche hanno sviluppato una cultura gastronomica ed arti culinarie che non temono rivali per offerta, qualità, ricerca e proposte.

Chi ama la cucina casalinga ed i gusti decisi troverà ampie soddisfazione in ristoranti come la Cantinella e la Vittoria di Ostra. Locali dove si mangia bene e si spende davvero poco. Se invece siete più inclini ai sapori di mare le Marche hanno per voi la scenografica Riviera del Conero dove la sosta giusta è da Giacchetti a Portonovo. Per i palati più sofisticati come per gli adepti dell’alta cucina la tappa obbligata è senza ombra di dubbio Senigallia; elegante cittadina con il più alto numero di stelle Michelin pro capite d’Italia; 4 per 60,000 abitanti.

Due appartengono all’esuberante e raffinato Chef Mauro Uliassi. Uliassi questo il nome del ristorante aperto nel 1990 – sorge nel punto in cui il Fiume Misa converge nell’Adriatico e dove la spiaggia di velluto incontra il porto.

Gli interni – irradiati di luce naturale e suddivisi in quattro ambienti distinti con il bianco e le sue sfumature come cromia predominante – sono ariosi, per nulla impacchettati o pesanti come invece capita di sovente nei ristoranti “stellati” - ed arredati con elegante essenzialità. Le opere di Catia, sorella di Mauro che gestisce con garbo e mestiere la sala, aggiungono quel quid in più ai menù e alle pareti certificando che nella famiglia Uliassi la creatività corre decisa nel Dna. E la dimostrazione di ciò è soprattutto nei piatti – straordinari esempi di dove le arti culinarie possono arrivare quando estro, palato e ricerca convergono in un'unica direzione - che escono dalla cucina. L’antipasto di benvenuto composto da un cracker con foie gras freddo, una finta oliva all’ascolana ed una tartina con pesce sfilettato e tartufo, è un incipit irresistibile.

Mauro Uliassi apre le sue cucine a Travelblog

Il Gambero Rosso la sublimazione dell’estetica applicata al gusto. I superlativi alla lunga annoiano, ma non saprei come altro descrivere la triglia con zuppa di prezzemolo e misticanza di campo se non con un perentorio eccezionale. E così per le seppie giovani arrostite sporche con granita di ricci di mare. Il fosso poi è un puro e semplice capolavoro. L’alternarsi di consistenze ed equilibri tra sapori contrastanti (qui credo che Uliassi abbia trovato ispirazione nella cultura gastronomica marchigiana come nei suoi viaggi in estremo oriente e in Sud America ndr) prosegue con i fusilloni con ricci di mare e cicoria acetosa e nell’interessante bollito di spigola. E per concludere l’indimenticabile pranzo su note fresche, rinfrescanti e profumate arrivano fragole, panna, mascarpone e meringhe di cardamomo.

Uliassi è uno dei ristoranti migliori del mondo e Mauro appartiene a quel ristretto nucleo di Chef capaci di esaltare e reinterpretare la tradizione senza ottenebrarla con tecniche o creazioni prevaricanti. E dunque, cenare nel suo ristorante - che è a tutti gli effetti un laboratorio di estro, visioni, esperimenti ben riusciti ed alta creatività (dove però nessuno ti farà mai pesare il proprio successo) – rientra tra le cose cosa da fare almeno una volta nella vita.

Tornando sul pianeta terra, è un grande piacere segnalare un locale storico di Senigallia come “Furcinon”. Macelleria di primissimo ordine dove compare un sacco di cose buone, sane e giuste tra cui il Salame di Fabriano e il Ciauscolo IGP. Quest’ultimo è un insaccato spalmabile che la particolare lavorazione di “Furcinon” sa esaltare all’ennesima potenza.

Dal centro si Senigallia ci spostiamo nell’entroterra per fare visita alla cantina di Stefano Mancinelli; uno dei migliori produttori di Verdicchio dei Castelli di Jesi e della Lacrima di Morro d’Alba. Due vini – un bianco e un rosso – di grande qualità e dalle esaltanti e atipiche proprietà organolettiche ed entrambi prodotti da vitigni di proprietà (quindi niente uve acquistate da terzi e intrugli vari) in una campagna libera dagli OGM. Con le sue uve Mancinelli produce anche grappa (è uno dei pochi ad avere una distilleria di proprietà adiacente alla cantina ed al punto vendita) ed un ottimo passito; ed i valori che accomunano tutte le bottiglie di Mancinelli sono onestà, trasparenza ed un ottimo rapporto qualità prezzo.

Che poi è uno dei punti di forza della Cantinella di Ostra; locale della tradizione immune al tempo e alle mode. Qui è tutto come mezzo secolo fa; menù compreso. Quindi cucina casalinga – quelle delle nonne del dopo guerra per intenderci – e ricette di qualità e sostanza. La pasta è fatta in casa, e così per la crescia e il fritto misto marchigiano con olive ascolane, creme, costine di agnello, cotoletta di pollo e verdure. Da non perdere anche le verdure a foglia saltate con aglio e rosmarino ed i ravioli ripieni di patate con ragù di cinghiale. Purtroppo per il girovita, quando si cena al La Cantinella risulta piuttosto difficile non ordinare anche agli gnocchi farciti all’anatra e le tagliatelline al ragù; deliziose come poche altre in’Italia.

Le Marche di Gustoblog in breve:

Ristoranti: Uliassi, La Cantinella di Ostra, La Vittoria di Ostra, Giacchetti a Portonovo, Clandestino Susci Bar di Moreno Cedroni.
Prodotti Tipici: Salame Ciauscolo, Cicerchia di Serra dè Conti, Lonzino di Fico, Salame di Fabriano, Mosciolo selvatico di Portonovo, cannolicchi.
Piatti della tradizione: Crescia con i ciccioli, vincisgrassi, ravioli di patate al ragù di cinghiale, tagliatelle al ragù, spaghetti con i moscioli, fritto misto marchigiano (olive, creme, costoletta d’agnello, verdure), cannolicchi gratinati.
Vini: Lacrima di Morro d’Alba e Verdicchio dei Castelli di Jesi (entrambi della Cantina di Stefano Mancinelli), Rosso Conero

Link utili:

https://www.uliassi.it/

https://www.mancinellivini.it/

https://www.lacantinella.net/

https://www.ristorantedagiacchetti.it/

Travel in 48 ore

Km Percorsi: 800 (con partenza da Roma)
Litri di carburante consumati: 50
Costo carburante: Circa 75 euro
Costo caselli: 18 euro (circa)

Dove mangiare: La Cantinella di Ostra, Uliassi a Senigallia, Giacchetti a Portonovo
Dove Dormire: Hotel Fortino Napoleonico a Portonovo (https://www.hotelfortino.it/) Country House Antica Armonia a Senigallia (https://www.anticaarmonia.it/)
Soste lungo il percorso: Senigallia, Morro d’Alba, Ostra, Recanati, Riviera del Conero, Portonovo, Sirolo
Auto utilizzata: Renault Espace con motore 1.6 dci da 131 Cv

Travel in 72 ore


Dove Mangiare:

La Cantinella di Ostra, Uliassi a Senigallia, La Vittoria di Ostra, Giacchetti a Portonovo, Trattoria Il Mago di Morro d’Alba

Dove Dormire: Hotel Fortino Napoleonico a Portonovo (2 notti) e Country House Antica Armonia a Senigallia, Monastero dell’Avellana

Soste lungo il percorso: Senigallia, Ostra, Morro d’Alba, Serra dè Conti, Portonovo, Sirolo, Numana, Recanati, Avellana, Grotte di Frasassi.
Auto utilizzata: Renault Espace con motore 1.6 dci da 131 Cv

Testo : Matteo Morichini
Riprese Video : Mauro Crinella
Foto : Gianluca Oliva
Montaggio video : Max Cannizzaro

In collaborazione con Renault

  • shares
  • Mail