
Si è conclusa la 45a edizione del Salone internazionale dei vini e distillati, che ha radunato appassionati e tecnici da tutto il mondo nelle caldissime giornate dal 7 all’11 aprile a Verona. Le stime parlando di oltre 150.000 visitatori che hanno riempito padiglioni e stand, prendendo parte agli eventi, alle degustazioni e ai workshop proposti dalle varie regioni. Sicuramente un’edizione riuscitissima, così come dimostrano le stime di hotel pieni (e strapieni) a Verona, in provincia e nelle città vicine.
Non volendo entrare nel dettaglio dei numeri di aziende partecipanti, trend e commerci, da visitatrice del Vinitaly posso commentare con quello che più mi ha colpito. Interessantissima, ad esempio, l’attenzione riservata ai blog enogastronomici, chiamati in prima fila in diverse regioni per partecipare agli incontri tra produttori e media. Anche Facebook è entrato nei progetti di comunicazione di diverse aziende e regioni, che mettevano a disposizione computer e fotocamera per scattare una foto da condivedere live sul proprio profilo.
Non sono mancate le presenze autorevoli di ministri, né la presenza dei soliti vip. Diverse regioni hanno ospitato le postazioni radiofoniche di diverse emittenti (Radio24, Radio2…), e la sala stampa pululava di giornalisti provenienti da tutto il mondo. Volendo guardare alle stranezze, sicuramente particolari sono i visitatori giapponesi, armati sempre di videocamera e capaci di filmare qualsiasi cosa… dal versar delle bollicine nel bicchiere davanti allo stand del Trento DOC, allo strippaggio di un degustatore di olio a SOL.
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E siamo arrivati al nostro ultimo appuntamento con l’Olio. In questa sesta puntata vi lascio qualche spunto per usare al meglio l’olio extravergine d’oliva. Quando diciamo olio crudo, cosa ci viene in mente per prima cosa? A me il pinzimonio. Perché sì, l’olio con un poco di sale, e se si vuole pepe, con le verdure crude da intingere rappresenta una prelibatezza semplicissima. Il segreto del buon pinzimonio, infatti, è nella qualità dell’olio extravergine di oliva con cui viene preparato! Come apertura di un pranzo, con un drink prima della cena, come aperitivo prima del pranzo, maari un break di lavoro, il pinzimonio fatto con un ottimo olio italiano e delle verdure di stagione fresche fresche (carote, carciofi, sedano, finocchio, ravanelli, anche cipolline se vi piacciono) può davvero rappresentare una delizia. La semplicità al servizio della bontà.
Se invece volete invece riscoprire un piatto della tradizione, vi rimando alla “Cialledda“, in cui un ottimo olio d’oliva dà il tocco finale. Per non dire delle passate e zuppe che senz’olio extravergine di oliva sarebbero come un portafiori senza fiori… E del pesto vogliamo parlarne? L’olio fa la differenza.
Capirete allora perché si insiste molto sul puntare alla qualità dell’olio che si usa per la propria cucina. Perché fa parte della nostra vita quotidiana. E saperlo scegliere, usare, conservare e degustare è quasi un dovere più che un diritto… Sceglierlo italiano e vicino alla nostra regione di residenza, poi, vuol dire voler bene alla nostra agricoltura, agli agricoltori e ai frantoiai che da millenni, come dimostrano le testimonianze legate alle nostre DOP, lavorano per portare sulle nostre tavole un’eccellenza che ci invidia tutto il mondo.
Foto | Matsuyuki su Flickr
Ed arriviamo alle ultime fasi del nostro viaggio nell’olio. Oggi parliamo delle diverse DOP esistenti in Italia.
Nord
Brisighella (provincia di Ravenna e Forlì - Cesena), Colline di Romagna (provincia di Rimini e Forlì-Cesena), Garda (provincia di Brescia, Mantova, Verona, Trento), Laghi Lombardi (provincia di Brescia, Bergamo, Como, Lecco), Riviera Ligure (tutta la Liguria), Tergeste (provincia di Trieste), Veneto (provincia di Verona, Padova, Vicenza, Treviso).
Una curiosità: il Garda Dop è, in tutto il mondo, l’olio prodotto più a nord. Questo perché il microclima del Lago di Garda riesce ad influire positivamente sulle coltivazioni di oliveti.
Centro
Aprutino Pescarese (provincia di Pescara), Canino (provincia di Viterbo ed intorno al monte Canino), Cartoceto (provincia di Pesaro-Urbino), Chianti Classico (provincia di Firenze e Siena), Collinea Teatrine (provincia di Chieti), Lucca (provincia di Lucca), Molise (tutto il Molise), Pretuziano delle Colline Teramane (provincia di Teramo), Sabina (provincia di Roma e Rieti), Terre di Siena (provincia di Siena), Tuscia (provincia di Viterbo), Umbria (tutta l’Umbria).
Inoltre nel centro è presente anche l’olio Toscano IGP, prodotto in tutta la Toscana.
Continua il nostro viaggio nell’olio. Oggi cerchiamo di capire le caratteristiche organolettiche di un olio, perché, come abbiamo visto, la qualità dell’olio è definita dalle sue qualità sensoriali positive. Infatti, inconfondibili in un olio sono odore e sapori.
Le caratteristiche sensoriali positive sono: amaro (tipico degli olii prodotti con olive acerbe, che nel tempo si evolve), dolce (profumo leggero, gentile, aggraziato, delicato, il tutto armonico, con un retrogusto di mandorla), fruttato (si sente soprattutto negli olii freschissimi, fatti con olive raccolte al momento giusto), piccante (sempre degli olii freschi, caratteristica di alcune cultivar soprattutto), sentori di muschio, noce, sottobosco e nocciola sono ugualmente caratteristiche positive.
Le caratteristiche sensoriali negative sono i sentori di: fiscolo (difetto di produzione, quando i pannelli filtranti non sono perfettamente puliti), morchia (ricorda l’olio lubrificante, è sempre dovuto ad errori di produzione), mosca olearia (sentore di putrido, avviene quando i frutti sono stati danneggiati dalla mosca olearia), muffa (dovuto alla fermentazione delle olive se non integre durante la lavorazione), rancido (dovuto all’eccessivo calore e all’esposizione alla luce), riscaldo (è un odore tipico dell’olio prodotto da olive che sono rimaste per molto tempo ferme prima della produzione, andando anche in fermentazione).
Noi italiani, soprattutto al sud, usiamo l’olio praticamente dappertutto. Non c’è piatto italiano che non abbia una bella spruzzata di olio fresco, o che non sia preceduto da un soffritto. Ma quanto, veramente conosciamo l’olio? Ecco una piccola guida per ricordarci cosa scegliere quando siamo davanti alle bottiglie di olio.
L’olio d’oliva è classificato per legge in diverse tipologie a cui corrispondono standard qualitativi e commerciali differenti. A seconda di parametri di acidità e di analisi sensoriale viene diviso in:
Olio extravergine di oliva: ricco di acido oleico e vitamina E, l’olio extravergine di oliva non deve avere difetti e possedere un’acidità inferione allo 0,8%. Le sue caratteristiche organolettiche (giudicate da panel di degustatori) possono cambiare a seconda della varietà di oliva, del territorio, delle tecniche di raccolta, di spremitura e conservazione.
Siete in ritardo con i regali di Natale? Avete sempre le idee confuse perché i vostri cari hanno tutto? Niente paura, c’è sempre spazio per un regalo goloso, ad esempio un pacco dei Fratelli Carli che potrete anche comporre a vostro piacimento sul sito: particolarmente gettonati solo il dolce di Natale all’olio d’oliva, ottima alternativa al panettone, e un secchiello con l’olio firmato Carli. Ma ci sono confezioni regalo di paté di olive, di salsa di noci o cuori di carciofo. I prezzi vanno dai 12 euro in su.
Se siete appassionati di bollicine, meglio andare sul classico spumante o champagne, a seconda delle preferenze e, soprattutto, della grandezza delle vostre tasche. Per 21 euro potete comprare un Almerita, un brut spumantizzato artigianale del conte Giuseppe, che oggi è un millesimato siciliano apprezzato, vendemmia 2005. A 55 euro la bottiglia, invece, potrete aggiudicarvi un Pommery Noir 2009, una nuova etichetta per il mercato italiano, confezionata con pochette dorata. Se invece volete presentarlo con una delle esclusive cappelliere lavorate da un maestro artigiano (se ne trovate ancora: ne esistono solo poche centinaia) dovrete sborsare 140 euro.
Infine, se siete amanti delle cose originali e genuine, perché non scegliere una bella macchina per produrre la birra fatta in casa? Sembra che in una sola settimana possa produrre ben 9 litri di ottima bionda. Il costo è accessibile a tutti: 100 euro.
Foto | Flickr
In generale, quando ci accingiamo alla preparazione di un secondo ci chiediamo subito quale contorno sia più consigliato per il piatto in questione. Oggi vi voglio consigliare qualche contorno che si sposa bene con qualunque tipo di secondo, di carne o pesce.
Immancabilmente le patate al forno, magari tagliate a fette per lungo, bagnate con olio all’aglio prima della cottura, e guarnite con rosmarino e salvia, a fine cottura;
un altro contorno, ma stavolta a base di salume, è il bacon che può essere servito accanto a polpette e simili, previa leggera cottura alla piastra;
il finocchio gratinato al forno con parmigiano grattugiato, può essere affiancato al cappone;
infine nel caso di pesce al forno, vi consiglio del semplice radicchio trevigiano piastrato.
E voi cosa accoppierete ai secondi delle vostre feste?
Foto | Photo8
Ovviamente amiamo più gli alimenti freschi che quelli surgelati o confezionati, ma dobbiamo dare adito al fatto che ormai le tecnologie legate alle produzioni agroindustriali, sono a livelli eccezionali. Ad esempio il pesce surgelato fino a dieci anni fa’ non lo comprava nessuno, perché di qualità bassissima.Invece oggi la qualità è ottima e con questi prodotti si possono preparare delle ricette sorprendenti. Provate a cucinare le cozze surgelate in questo modo.
Ecco cosa ci occorre: 1 kilogrammo di cozze, 1 cipolla, 5 spicchi d’aglio, un mazzetto di erbe aromatiche, 1 cucchiaio di coriandolo, 1 cucchiaio di zucchero, vino bianco, olio d’oliva, sale e pepe.
Tritate grossolanamente la cipolla e l’aglio e rosolateli con dell’olio d’oliva in una pentola. Saltate le cozze, parzialmente surgelate, e saltate il tutto con il vino bianco. Profumate con il mazzetto di aromi e fate cuocere a fiamma bassa dopo aver aggiunto lo zucchero. Nel frattempo lavate il limone e privatelo della scorza dalla quale ricaverete delle listerelle sottili che aggiungerete alle cozze durante la cottura. Raggiunta la cottura dei molluschi, togliete dal fuoco e irrorate il tutto con un condimento di olio e coriandolo mescolati. Servite come antipasto o come condimento per un primo. Buon appetito.
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Se volete tenere sempre a portata di mano un condimento utile per la preparazione dei vostri piatti di pasta, per le bruschette a base di aglio da preparare all’ultimo momento, per insaporire minestre o patate, vi propongo alcuni accorgimenti per preparare un ottimo olio al rosmarino, leggermente piccante.
Ci occorrono, oltre all’olio naturalmente, anche delle acciughe, del peperoncino fresco o secco e dei rametti di rosmarino. Sciacquate il rosmarino sotto l’acqua corrente, asciugatelo e tritatene le foglie grossolanamente. Fate lo stesso col peperoncino e spezzettate con le mani i filetti d’acciuga in più parti.
Inserite il tutto in un contenitore o in una bottiglietta, come preferite e versateci su l’olio. Sbattete leggermente e lasciate insaporire almeno una settimana prima di usarlo. In questo modo avrete preparato in pochi minuti un saporitissimo condimento da aggiungere ai vostri piatti. L’olio ottenuto si può conservare anche per qualche mese, in un luogo fresco ed asciutto.
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Spesso ci si interroga sul fatto che le proprietà salutari dell’olio extravergine d’oliva possano perdersi in seguito a cottura. Ma non è proprio così, in realtà ci sono dei casi in cui è meglio usarlo crudo ed altri no. Ma vediamo quali con precisione.
Innanzitutto l’olio extravergine d’oliva è uno degli oli più resistenti alle alte temperature, per cui va benissimo se viene utilizzato per le fritture. Non subisce modificazioni organolettiche importanti, grazie ala presenza congiunta dei suoi acidi grassi e delle sostanze antiossidanti. Però è meglio non riutilizzarlo.
Usandolo crudo invece, possiamo sfruttare al massimo le sue proprietà salutari: il suo consumo a crudo previene l’aterosclerosi, le malattie cardiache ed altri tumori, soprattutto al colon e al seno. Inoltre potrebbe rappresentare un ottimo lassativo; basterebbe prenderne un cucchiaino la mattina, prima di colazione.
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