Abruzzo

Alici sperone, il sapore del mare che conquista la tavola

Alici fritte in piatto di ceramica con aglio tritato e prezzemolo, accanto a bottiglia di aceto e pane rusticoPiatto di alici sperone condite con aceto, aglio e prezzemolo, servite in stile casalingo.

Le alici sperone, ricetta italiana di tradizione domestica attribuita nel repertorio online a Carmelo Scuderi, si preparano oggi nelle cucine di casa con alici fresche, uova, farina, olio, aceto, aglio e prezzemolo, per portare in tavola un piatto semplice nato dall’esigenza di valorizzare il pesce azzurro con pochi ingredienti e un breve riposo prima del servizio.

Alici sperone, il piatto povero che profuma di mare

Le alici sperone appartengono a quella cucina italiana di costa che non ha bisogno di grandi costruzioni: pesce azzurro, una pastella leggera, una frittura rapida e poi il passaggio nell’aceto con aglio e prezzemolo. È una preparazione diretta, quasi familiare, che ricorda le ricette tramandate a voce, annotate su un quaderno o raccontate davanti al banco del pesce, quando le alici sono piccole, lucide e ancora sode.

La base è un chilo di alici fresche, pulite con attenzione e aperte quanto basta per eliminare interiora e lisca, senza rovinarle. “Devono restare compatte, altrimenti in padella si disfano”, direbbe qualunque cuoco di casa abituato a maneggiarle al mattino, magari dopo la spesa al mercato. Il risultato, se il pesce è buono, è un secondo piatto economico ma pieno di carattere, con quella nota acidula che alleggerisce la frittura e invita ad aspettare qualche ora prima di assaggiare.

Ingredienti e preparazione delle alici sperone

Per preparare le alici sperone servono 1 kg di alici, 3 uova, farina quanto basta, sale, olio extravergine d’oliva, aceto, aglio e prezzemolo. Gli ingredienti sono pochi, e proprio per questo vanno trattati bene: le uova devono essere sbattute con una frusta, poi insaporite con un pizzico di sale e legate con poca farina, fino a ottenere una pastella morbida, non troppo densa.

Le alici pulite si passano nella pastella e si friggono in olio molto caldo, poche alla volta, così da non abbassare la temperatura e non appesantire il risultato. Appena dorate, vanno trasferite su carta assorbente, un passaggio semplice ma decisivo per eliminare l’olio in eccesso. Solo allora si sistemano nel piatto di portata, una accanto all’altra, senza schiacciarle: sopra arrivano l’aceto, l’aglio tritato e il prezzemolo, distribuiti con mano misurata.

Il riposo è parte della ricetta. Le alici sperone devono fermarsi per qualche ora prima di essere servite, così che l’aceto penetri nella pastella e il profumo dell’aglio si ammorbidisca. C’è anche una variante più rapida: aggiungere aceto, aglio e prezzemolo direttamente in padella, lasciando sfumare appena. Cambia il tono del piatto, più caldo e immediato, ma resta la stessa idea di fondo.

Il segreto è l’equilibrio tra frittura e aceto

Nelle alici sperone il punto delicato non è tanto la frittura, quanto l’equilibrio fra parte grassa e parte acida. Troppo aceto copre il sapore del pesce, troppo poco lascia il piatto pesante. La misura, come spesso accade nelle ricette di casa, non sta solo nei grammi: si regola con l’odore, con il colore, con l’assaggio della pastella già cotta.

La pastella con uova e farina deve avvolgere le alici senza creare uno strato spesso. Se diventa compatta, il rischio è ottenere una copertura rigida, lontana dalla delicatezza del pesce. Meglio aggiungere la farina poco alla volta, fermandosi quando il composto resta fluido ma aderente. In cucina, in quel momento, bastano pochi gesti: una ciotola, una forchetta o una frusta, un piatto vicino al fornello.

Anche l’olio extravergine d’oliva va gestito con attenzione. Deve essere caldo, ma non fumante, perché le alici cuociono in fretta e non perdonano distrazioni. Due minuti possono bastare, a seconda della grandezza. Poi il riposo sull’assorbente, breve, e il condimento finale. Il profumo che sale dal piatto — aglio, prezzemolo, aceto e mare — è quello delle preparazioni semplici, ma non banali.

Come servirle e conservarle a tavola

Le alici sperone si servono di solito a temperatura ambiente, dopo alcune ore di riposo, come antipasto di mare o secondo piatto leggero, magari con pane casereccio e un’insalata di stagione. In molte cucine il piatto viene preparato in anticipo, proprio perché migliora con il tempo: non troppo, però. Il giorno stesso resta la scelta migliore, quando la frittura conserva ancora una parte della sua consistenza.

Per conservarle, è consigliabile coprire il piatto e tenerlo in frigorifero, riportando poi le alici marinate con aceto a temperatura ambiente prima del servizio. Il freddo, infatti, tende a chiudere i profumi e a rendere più marcata la nota dell’olio. Bastano venti o trenta minuti fuori dal frigorifero, lontano da fonti di calore, per ritrovare un sapore più equilibrato.

Il piatto non richiede guarnizioni elaborate. Un altro poco di prezzemolo fresco, se serve, e qualche goccia di aceto al momento possono ravvivarlo. Le alici sperone, nella loro essenzialità, raccontano una cucina pratica e concreta: pesce economico, ingredienti comuni, tempi brevi e un’attesa finale che fa la differenza. Una ricetta italiana di casa, di quelle che resistono perché funzionano.

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