A Vasto, sulla costa teatina, il brodo alla vastese torna al centro delle cucine di casa e delle trattorie marinare ogni volta che il pescato del giorno lo consente, perché questo piatto abruzzese — nato dalla pesca locale e dalla necessità di usare pesci diversi nello stesso tegame — racconta ancora oggi un modo semplice e diretto di portare il mare a tavola.
Brodo alla vastese, il piatto di mare della costa abruzzese
Il brodo alla vastese non è una zuppa qualsiasi, anche se a prima vista potrebbe sembrarlo. È una preparazione di cucina marinara abruzzese, legata a Vasto e al suo litorale, dove per generazioni i pescatori hanno cucinato insieme pesci di taglia, consistenza e sapore diversi. Nel tegame finiscono cicale di mare, gamberi, scorfani, razze, tracine, sogliole, merluzzi, triglie e calamari: una piccola mappa del pescato dell’Adriatico.
La forza del piatto sta proprio lì, nell’equilibrio. I pesci più saporiti danno corpo al fondo, quelli più delicati completano il brodo senza coprirlo. «Si cucina con quello che il mare porta», ripetono spesso i cuochi della zona, con una frase che sembra semplice ma dice molto. E infatti il brodo di pesce alla vastese cambia leggermente da famiglia a famiglia, da barca a barca, da stagione a stagione.
Gli ingredienti del brodo alla vastese e il ruolo del pomodoro
La base vegetale del brodo alla vastese è essenziale: circa 800 grammi di pomodori, mezzo peperone, aglio, prezzemolo, olio extravergine d’oliva e sale. Niente passaggi complicati, nessuna salsa costruita a lungo. Il pomodoro, cotto in padella con il peperone, deve creare un fondo morbido, leggermente dolce, capace di accogliere il pesce senza trasformare il piatto in un sugo pesante.
Il peperone è uno degli elementi che distinguono questa preparazione da molte altre zuppe di mare italiane. Entra con discrezione, ma lascia una traccia riconoscibile. L’olio extravergine d’oliva, meglio se abruzzese, lega gli ingredienti e aiuta a portare in superficie i profumi del pesce. L’aglio, invece, va gestito con misura: deve profumare, non dominare. È cucina di costa, ma anche cucina di equilibrio.
Come si prepara il brodo alla vastese nel tegame
La preparazione del brodo alla vastese comincia facendo cuocere in padella i pomodori e il mezzo peperone, con olio, aglio e un pizzico di sale. Solo quando il fondo si è ammorbidito si aggiunge il pesce, seguendo l’ordine della ricetta tradizionale: prima cicale di mare e gamberi, poi scorfani, razze, tracine, sogliole, merluzzi, triglie e infine calamari. L’ordine non è un dettaglio ornamentale: serve a rispettare consistenze e tempi.
Una volta sistemato il pesce, il tegame va coperto. La cottura indicata è di circa quindici minuti, un tempo breve, perché il pesce non deve sfaldarsi né perdere identità . In quel quarto d’ora il vapore lavora sotto il coperchio, il pomodoro si mescola ai succhi del pescato, il brodo prende colore. Non si gira troppo, anzi. Meglio scuotere appena il tegame, come si fa nelle cucine di mare, per non rompere i pezzi più delicati.
Il risultato è un brodo di mare profumato, con una parte liquida intensa e pesci ancora riconoscibili. Tradizionalmente si serve caldo, spesso con pane casereccio, utile per raccogliere il fondo. Non è una ricetta da fretta, anche se i tempi tecnici sono brevi: richiede attenzione nella scelta del pesce, pulizia accurata e una mano ferma, senza eccessi.
Una ricetta italiana tra memoria familiare e tavole di trattoria
Il brodo alla vastese appartiene alla grande famiglia delle ricette italiane nate nei porti, ma conserva una sua identità precisa. A Vasto e lungo la costa, il piatto è legato alle giornate di pesca, ai pranzi di famiglia, alle tavolate in cui il tegame arriva al centro e ognuno riconosce il proprio pezzo preferito. C’è chi cerca la triglia, chi preferisce la cicala di mare, chi aspetta il fondo da raccogliere con il pane.
La versione riportata da Carmelo Scuderi, con valutazione indicata di 4.0 su 5 in una recensione, mantiene una linea molto asciutta: pochi ingredienti, passaggi netti, cottura rapida. Non sono riportate calorie attendibili, dato che nella scheda compare il valore 0 a porzione, con ogni probabilità non calcolato. Resta però chiara la natura del piatto: una ricetta di pesce fresco, povera nell’impostazione e ricca nel sapore.
Oggi il brodo alla vastese continua a funzionare perché non ha bisogno di essere modernizzato a forza. Basta un buon pescato, un tegame largo, pomodori maturi e quel mezzo peperone che molti riconoscono al primo assaggio. Il resto lo fanno il mare, la mano di chi cucina e una regola semplice: rispettare i tempi, senza coprire la voce degli ingredienti.
Una padella di brodo alla vastese con pescato misto in leggero brodo di pomodoro, pronta da servire con pane casereccio.






