Abruzzo

Pizza di Pasqua, la tradizione soffice che profuma di festa

Pizza di Pasqua dolce con uovo al centro e croce di pasta, su tagliere infarinatoPizza di Pasqua dolce appena sfornata, con uovo centrale bloccato da una croce di impasto, su tavolo rustico.

A Pasqua, nelle cucine di molte famiglie italiane, la Pizza di Pasqua torna in tavola come dolce lievitato della festa, preparato in casa con uova, farina, zucchero, latte, olio, lievito di birra e anice per accompagnare la colazione o il pranzo del giorno festivo. È una ricetta semplice, di quelle che passano da un quaderno macchiato di farina a una telefonata tra parenti, con dosi misurate e gesti ripetuti: la fontana sul tagliere, il latte appena tiepido, l’impasto lasciato riposare “finché cresce bene”, come si dice ancora in tante case.

Pizza di Pasqua, il dolce lievitato che profuma di anice

La Pizza di Pasqua è una preparazione italiana legata al periodo pasquale, diversa dalla pizza salata al formaggio diffusa in alcune zone del Centro Italia. In questa versione, firmata nella scheda originale da Carmelo Scuderi, il piatto ha un’impronta dolce e familiare: 200 grammi di zucchero, 4 uova, 400 grammi di farina e un pizzico di anice, l’aroma che resta sulle mani anche dopo aver finito di impastare.

La forma, poi, non è un dettaglio secondario. Una parte dell’impasto viene lavorata a pagnotta, mentre il resto serve per creare un cilindro lungo circa 20-25 centimetri, spesso 2-3 centimetri, da sistemare come una sorta di manico sul bordo. Al centro si mette un uovo intero, fermato con una piccola croce di pasta: un segno semplice, domestico, che richiama la tavola pasquale più della vetrina di pasticceria.

“È una ricetta che riesce se non si ha fretta”, direbbe chi l’ha preparata almeno una volta. Ed è vero: qui il tempo conta quanto gli ingredienti, perché la lievitazione deve fare il suo lavoro con calma, in un angolo riparato della cucina, lontano da correnti d’aria e sbalzi di temperatura.

Ingredienti e dosi: cosa serve per prepararla in casa

Per preparare la Pizza di Pasqua dolce servono pochi ingredienti, tutti comuni: 4 uova, 200 grammi di zucchero, 25 grammi di lievito di birra, 100 grammi di olio, 100 grammi di latte, 400 grammi di farina e un pizzico di anice. Sono dosi essenziali, senza creme né farciture, pensate per un impasto morbido e profumato.

Il primo passaggio è quello più classico: la farina va disposta a fontana su un tagliere o su un piano di lavoro pulito. Intanto si scioglie il lievito di birra nel latte, meglio se appena tiepido e non caldo, perché una temperatura troppo alta rischia di compromettere la lievitazione. Solo allora si aggiungono al centro della fontana il lievito sciolto, due uova, l’olio, lo zucchero e l’anice.

L’impasto va lavorato con le mani fino a diventare compatto, liscio, uniforme. Non deve risultare duro. Se la farina assorbe troppo, si può procedere con attenzione, aggiungendo pochissimo latte alla volta; se invece l’impasto è troppo morbido, una spolverata di farina aiuta a riprenderlo. Sono correzioni minime, quelle che in cucina si fanno a occhio, senza trasformare la ricetta in un calcolo.

La lavorazione: dalla pagnotta all’uovo fermato con la croce

Una volta ottenuta la pasta morbida, si divide l’impasto: con una parte si forma una pagnotta, tonda e regolare, mentre con la restante si crea il cilindro che farà da decorazione. Le due estremità vanno schiacciate con le dita sul contorno della pagnottella, così da ottenere una forma simile a un manico. Un gesto semplice, ma da fare con cura, perché durante la cottura l’impasto crescerà ancora.

Al centro della preparazione si sistema un uovo, che va bloccato con una piccola crociera di pasta. È uno dei passaggi più riconoscibili della ricetta: l’uovo resta visibile, incastonato nell’impasto, e diventa il segno della festa. In alcune case si usa spennellare la superficie con uovo battuto prima di infornare, ma nella traccia originale questo passaggio non è indicato; la ricetta, dunque, resta asciutta, lineare, fedele alla sua versione di base.

A questo punto arriva l’attesa. La Pizza di Pasqua deve lievitare per qualche ora, coperta con un canovaccio pulito. Il tempo preciso può variare in base alla temperatura della cucina e alla forza del lievito: in una stanza tiepida l’impasto crescerà più rapidamente, mentre in un ambiente freddo servirà più pazienza. Niente scorciatoie, però. La consistenza finale dipende anche da qui.

Cottura a 180 gradi e servizio sulla tavola pasquale

La cottura della Pizza di Pasqua avviene in forno preriscaldato a 180 gradi per circa venti minuti, secondo le indicazioni della ricetta. Come sempre con i lievitati casalinghi, conviene controllare il colore della superficie negli ultimi minuti: deve dorare senza scurirsi troppo, mentre l’interno deve restare soffice e ben cotto. Uno stecchino inserito nella parte più alta può aiutare a verificare il risultato.

Una volta sfornata, la pizza va lasciata intiepidire su una gratella o su un tagliere, senza coprirla subito. Il profumo di anice si avverte meglio quando il dolce perde il calore più forte, e la mollica prende consistenza. Si può servire a fette durante la colazione di Pasqua, accanto a caffè, latte o altre preparazioni della festa, oppure portare in tavola a fine pasto, in modo più informale.

La scheda segnala una nazionalità italiana e un rating di 4.0 basato su una recensione, mentre il dato sulle calorie risulta indicato come 0 a porzione, valore non attendibile per una ricetta con farina, zucchero, uova e olio. Meglio considerarlo un campo non compilato. Il resto, invece, è nella pratica: mani infarinate, forno acceso, qualche ora di attesa. E una ricetta che, senza troppe parole, continua a trovare posto sulla tavola di festa.

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