I surgelati in Italia hanno superato anche nel 2025 la soglia del milione di tonnellate consumate, arrivando a 1.040.596 tonnellate per un valore di 6,1 miliardi di euro, secondo il rapporto annuale dell’Istituto italiano alimenti surgelati (Iias), che registra una crescita legata alla domanda di prodotti pratici, sicuri e percepiti come utili contro gli sprechi.
Surgelati in Italia, consumi oltre quota un milione di tonnellate
Il comparto dei prodotti surgelati continua a muoversi in controtendenza rispetto ad altri settori dell’alimentare, più esposti ai cambiamenti dei prezzi e alle oscillazioni dei consumi. Nel 2025 gli acquisti hanno segnato un aumento dell’1% rispetto all’anno precedente, dopo il +2,3% registrato nel 2024 sul 2023. Una crescita più contenuta, certo, ma ancora positiva. E non scontata, in un mercato dove il carrello della spesa resta osservato con attenzione dalle famiglie.
Il valore complessivo del mercato ha raggiunto i 6,1 miliardi di euro, con un incremento del 3% annuo. Anche il consumo pro capite è salito: ogni italiano, in media, ha portato in tavola 17,7 chili di surgelati, contro i 17,5 chili dell’anno precedente. Il dato, letto dentro le abitudini quotidiane, racconta una presenza ormai stabile nei freezer domestici: verdure, pesce, pizze, piatti pronti. Prodotti diversi, usi diversi. Ma una stessa richiesta di tempo risparmiato.
Retail e fuoricasa, due canali che crescono insieme
Nel dettaglio, le vendite legate ai consumi domestici hanno toccato le 642.140 tonnellate, con un aumento dell’1,1%. Il canale del fuoricasa, che comprende ristorazione, mense, bar e pubblici esercizi, viene stimato invece a 398.456 tonnellate, in crescita dell’1% rispetto al 2024. Due numeri vicini nel passo, anche se diversi per peso, che indicano una tenuta diffusa del comparto.
Da Iias fanno notare un elemento ulteriore: nel solo canale retail, l’andamento positivo non si è fermato con la chiusura del 2025. Nel primo semestre del 2026, spiegano dall’Istituto, i volumi dei consumi hanno registrato un +3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una spinta che, se confermata nei prossimi mesi, potrebbe rafforzare ancora il bilancio del settore. Per ora il segnale c’è. Ed è netto.
Donegani: “Scelte legate a praticità, sicurezza e antispreco”
«Nel 2025 gli italiani hanno continuato a scegliere i prodotti surgelati, confermando l’apprezzamento per un comparto che risponde alle esigenze dettate dagli stili di vita odierni», ha commentato il presidente di Iias, Giorgio Donegani. Il riferimento è a un insieme di fattori che, negli ultimi anni, hanno pesato sempre di più nelle scelte di acquisto: praticità, durata, porzionabilità, riduzione degli scarti.
Donegani ha spiegato che i surgelati uniscono «praticità d’uso, attenzione alla sicurezza alimentare, gusto, convenienza economica, valenza antispreco e virtù nutrizionali coerenti con i principi della Dieta Mediterranea». Una formulazione ampia, ma che intercetta bisogni molto concreti: cucinare in fretta, spendere con maggiore controllo, conservare più a lungo gli alimenti. «Questo ha favorito l’aumento complessivo del consumo di frozen food oltrepassando, per il terzo anno consecutivo, la soglia del milione di tonnellate», ha aggiunto il presidente dell’Istituto.
Secondo Donegani, l’andamento positivo riguarda tutte le principali categorie merceologiche. In particolare, ha indicato come più dinamici l’ittico, le pizze surgelate, i preparati vegetali e i piatti pronti. Segmenti diversi, accomunati dalla capacità di entrare in momenti di consumo differenti: il pranzo veloce, la cena in famiglia, il pasto improvvisato dopo il lavoro. Scene ordinarie, più che cambiamenti di moda.
Ittico, vegetali e pizze guidano il carrello dei surgelati
Nei consumi domestici, la categoria dell’ittico surgelato si conferma tra le più vivaci, superando le 100 mila tonnellate tra pesce “naturale” e prodotti “preparati” o panati. È il secondo comparto per volumi, alle spalle dei vegetali surgelati, che restano al primo posto con oltre 200 mila tonnellate. Un primato costruito su prodotti ormai abituali nelle cucine italiane: spinaci, piselli, minestroni, verdure grigliate.
Alle spalle dell’ittico si collocano le patate surgelate, con circa 90 mila tonnellate, seguite dalle pizze surgelate, arrivate a 70 mila tonnellate e in crescita del 3,1%. I piatti pronti raggiungono invece le 66 mila tonnellate, con un incremento dell’1,7%. Numeri che confermano una trasformazione silenziosa ma costante: il freezer non è più soltanto uno spazio di riserva, da usare nelle emergenze. È diventato, per molte famiglie, una parte ordinaria dell’organizzazione dei pasti.
Una cliente sceglie verdure surgelate nel reparto freezer, simbolo della crescita dei consumi di surgelati in Italia.






