Il cibo fritto ai bambini fa male? Ecco come evitarlo

Falsi miti e qualche verità su un argomento che non deve essere tabù

Il fritto ai bambini: è giusto?

La realtà è una sola: il fritto (quando si esagera) non fa male solo ai bambini: fa male a tutti. Detto questo, va da sé che tutti, ma proprio tutti siamo attirati dal fritto: le patatine, le cotolette, le polpette… tutto se viene fritto diventa più buono: addirittura le suole delle scarpe, come recitava un antico proverbio.

E allora, via, basta non mangialo troppo spesso e tenere a mente qualche piccolo accorgimento: ad esempio usare una pastella leggera, fatta con acqua gassata e farina integrale, e utilizzare solo olio d’oliva o al massimo olio di semi. A questo punto possiamo sfruttare il fritto come nostro “alleato”, magari riuscendo a far magiare in questo modo ai nostri piccoletti anche un po’ di verdura o di frutta (provate le frittelle di mele!).

Pochi, inoltre, sanno, che la frittura, se ben eseguita – cioè olio caldo al punto giusto e cottura rapida, che le cose restino belle croccanti e non bisunte – e opportunamente sgocciolata, conserva meglio i principi nutritivi degli alimenti (protetti dalla pastella) e non risulta poi così indigesta.

Ogni tanto, dunque, potete proporlo addirittura a merenda, scatenando la vostra fantasia: oltre alle frittelle di patate, ottime sono anche le ciambelline semplici o da farcire con marmellate di frutta e insaporire con pinoli, uvetta, canditi o scaglie di cioccolato a piacere. Non dimenticate, accanto, un ciuffetto di panna o di gelato.

Foto | Richard Leeming

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