
A meno che non siate vampiri o fattucchiere, vi sarà molto utile seguire i nostri consigli per star bene aumentando considerevolmente il consumo giornaliero di aglio, che, come tra poco sveleremo, sembra essere la panacea di tutti i mali.
Iniziamo oggi, infatti, un lungo viaggio alla scoperta delle erbe, alcune molto comuni e utilizzate in cucina, altre meno note o troppo spesso sottovalutate e cominciamo proprio dall’aglio, uno dei cardini della cucina mediterranea, da molti amato, ma da qualcuno non molto apprezzato, a causa di un odore un po’ marcato che lascia addosso quando lo si mangia.
Tra i principali nemici di questa pianta, come dicevamo, i vampiri: vuoi per l’azione decisiva dell’aglio contro i vermi dell’intestino (e i vampiri, in fondo, questo sono per gli organismi che attaccano: parassiti), vuoi per il suo profumo, capace di tenere lontani gli insetti ematofagi (e qui c’è poco da spiegare), vuoi per le controindicazioni che ha per i malati di Porfiria, che anticamente si credeva fossero, appunto, vampiri, viste le analogie fra questa sindrome e le leggende sui non morti.
Provate un po’ ad assaggiare questo dolce o a farlo assaggiare a dei vostri amici e divertitevi ad osservare le loro facce dopo aver messo il primo cucchiaio in bocca … Estasi pura!
Per prepararlo per 4 persone vi serviranno: 3 tuorli; 120 grammi di zucchero; 400 ml di panna liquida; 30 grammi di zucchero a velo; 100 grammi di cioccolato fondente; 1 cucchiaino di cannella in polvere; 1 macinata di pepe nero; 1 pizzico di zenzero e peperoncino in polvere; 1 cucchiaino di caffè solubile; 4 cucchiaini di cacao amaro; 25 chicchi di caffè al cioccolato.
Rivestite 4 bicchieri con delle strisce di carta da forno che superino di circa 3cm il bordo e metteteli in freezer. Spezzettate il cioccolato, mettetelo in un tegamino e unitevi 1/4 della panna. Fate sciogliere a fiamma dolce, mescolando spesso. A fiamma spenta, incorporatevi il caffè e le spezie. Trasferite la panna rimasta, tenuta al freddo, in una ciotola. Unite lo zucchero a velo e montate. In un’altra ciotola versate i tuorli e unitevi lo zucchero, montando anch’essi. Unite a quest’ultima il cioccolato fuso e continuate a montare; poi incorporatevi 3/4 di panna. Trasferite il tutto nei bicchieri, arrivando appena oltre la carta. Infine riempite fino all’orlo con la panna. Rimettete in freezer per 5 ore e una volta tolti dal freezer, e dopo aver tolto la carta, spolverizzate col cacao e decorate coi chicchi al caffè.
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E chi lo ha detto che i biscotti allo zenzero sono buoni solo a Natale? Forse scadono? Deve averla pensata così anche il personaggio di Virginia Wolf interpretato da un’imbruttita Nicole Kidman che li offriva ai suoi nipoti per mandare giù il tè nel film The Hours, complicato intreccio di storie e cibo che nelle nostre ricette dal mondo del cinema avevamo già incontrato per un altro piatto. Impariamoli insieme secondo la ricetta tedesca.
Cosa vi occorre: 350 g di farina autolievitante, 150 g di zenzero candito, 200 g di zucchero di canna, 1 cucchiaio di bicarbonato, 115 g di burro, 90 g di sciroppo d’acero, 1 uovo, 1 cucchiaio di zenzero grattugiato, sale q.b.
Come si preparano: setacciate la farina con il sale, lo zucchero, lo zenzero grattugiato e il bicarbonato. Mescolate. In una padella sciogliete il burro con lo sciroppo e fate intiepidire, quindi unitelo al composto aggiungendo l’uovo e 2/3 dello zenzero candito. Impastate bene con le mani, quindi formate 20 o 30 biscotti (con stampini a piacere, non solo i classici omini, quelli sì un po’ troppo natalizi), su ognuno dei quali sistemate qualche pezzetto di zenzero candito. Sistemateli sulle teglie e infornate a 160° per 15 minuti. Se vi piace potete aggiungere all’impasto anche altre spezie come chiodi di garofano o cannella.
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Oggi prepariamo un piatto al termine della cui preparazione, risulteremo davvero soddisfatte con noi stessi per il risultato ottenuto, sia a livello visivo, sia di sapore.
L’occorrente è: 600 grammi di polpa di zucca; 200 grammi di farina integrale; 200 grammi di farina 00; 200 grammi di zucchero di canna; 200 grammi di uvetta; 3 uova; 30 ml di brandy; 1 limone; 1 bustina di vanillina; 1 bustina di lievito in polvere; cardamomo, zenzero, chiodi di garofano in polvere; burro ed olio.
Tagliate la zucca a pezzi e scaldatela in forno a 180° C, coperta di stagnola, per 30 minuti. Grattugiate la scorza del limone e mescolatela allo zucchero in una ciotolina. Rompete le uova separando tuorli e albumi e ammollate l’uvetta per 5 minuti in acqua tiepida e brandy. Lasciate sgocciolare e intiepidire la zucca e poi frullatela fino ad ottenere una purea. Mescolatela assieme allo zucchero e al limone e poi unite anche i tuorli. Incorporate a filo l’olio e poi la farina. Unite il lievito e gli albumi montati a neve; poi anche l’uvetta e le varie spezie. Scaldate il forno nuovamente a 180° C e versate il composto in uno stampo da plumcake, imburrato ed infarinato. Cuocete per 40 minuti e servite tiepido, tagliato a fette.
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Cucinare con le spezie è sempre un piacere per me, soprattutto se mi fanno scoprire delle ricette insolite, mutuate magari dalle tradizioni straniere. Oggi vi propongo un ottimo secondo piatto in cui viene utilizzata la carne d’anatra che è, almeno per me, fuori dalle solite abitudini.
Cosa vi occorre: 1 petto d’anatra con la pelle, 1 bottiglia di birra scura, 1 cucchiaino di senape in grani, 150 g di spinaci freschi, olio, sale e pepe q.b.
Come si prepara: marinate il petto d’anatra nella birra per una notte chiuso in frigo e coperto, quindi adagiatelo in una pirofila da forno con la pelle rivolta verso il basso. Salate, pepate e cuocete a 220° per una ventina di minuti, finché non sarà dorato. Intanto preparate una salsina con olio (ca 60 g), pepe, senape e altre due cucchiaiate di birra emulsionate. Sfornate l’anatra, fatela raffreddare, tagliatela e conditela con la salsa servendola con gli spinaci cotti nel burro.
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Questo di oggi è un contorno molto sfizioso, ma con poche calorie. Può accompagnare ogni tipo di carne e di pesce e darà un bel colore a tutti i vostri piatti. La preparazione è molto semplice.
Occorrono: 500 grammi di cavolo rosso; 3 uova; 250 ml di yogurt magro; 1 cucchiaino di curry o spezie miste; 1 presa di zucchero; 25 grammi di burro; pepe.
Mondate, lavate e affettate a listarelle il cavolo. Intanto scaldate il forno a 200° C e imburrate una pirofila. Fondete il burro in un pentolino e a parte unite le uova, lo zucchero e il burro fuso, sbattendo energicamente con una frusta. Incorporate poi lo yogurt e le spezie, mescolando bene. Unite al composto il cavolo e versate tutto nella pirofila imburrata. Livellate la superficie con una forchetta, infornate e cuocete per 30 minuti. Servite ben caldo.
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Il fumetto di pesce è quell’ingrediente in più che si trova in tutte le migliori cucine capitanate da uno chef serio e serve ad insaporire tutti i piatti a base di pesce. Ma come si prepara? Vediamolo insieme.
Bisogna riscaldare dell’olio e unirci gli scarti del pesce. Poi si possono aggiungere: un porro, una carota, una costa di sedano e della salsa di pomodoro. A questo punto aggiungiamo un po’ di spezie: zafferano, timo, alloro, prezzemolo e allunghiamo tutto con dell’acqua calda, facendo sobbollire per una mezz’ora.
Il fumetto quasi pronto andrà poi filtrato e ristretto a fiamma moderata, per un’altra quindicina di minuti. Sarà questa, quindi, la nostra base di partenza per la preparazione dei nostri piatti a base di pesce.
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In questi pomeriggi freddi e così invernali, con l’atmosfera natalizia incombente, mi viene spesso voglia di bere qualcosa di caldo. E a volte provo a sperimentare degli ingredienti un po’ inusuali abbinati a latte o cioccolata. In questi giorni mi sono concentrata su questa “ricetta” per la mia merenda.
Vediamo cosa ho utilizzato: latte, una stecca di cannella, baccello di vaniglia.
In una casseruola alta e stretta portate a bollore del latte intero, a seconda di quanti siete. Mentre è sul fuoco aggiungete mezzo baccello di vaniglia inciso per la lunghezza e una stecca di cannella. Non fatelo bollire troppo, altrimenti si forma quell’antipaticissima pellicola, che va eliminata. Poi spegnete e lasciate riposare per un minuto. Filtrate in modo da trattenere le spezie e, se volete, aggiungete una spruzzata di cacao. Vi consiglio di non zuccherare il latte, perché sarà già un po’ dolce. Al massimo potrete aggiungere un cucchiaino di miele.
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Siamo vicinissimi ad Halloween, ed il Piccolo Birrificio di Apricale (IM), in occasione di questa festa ci presenta una gustosa novità: Nua Jack o’Lanter, una Pumpkin Ale, una birra di Halloween.
Le birre prodotte in occasione delle feste non sono più una novità (qui da noi), esistono le birre di Natale, quelle di Pasqua, ma non era ancora sorta l’esigenza di produrre una birra per Halloween (cosa che in America, invece, è pratica già consolidata).
Le Pumpkin Ale (dette birre autunnali) sono aromatizzate prevalentemente con la zucca, oppure con le spezie che vengono utilizzate per la preparazione di torte alla zucca (cannella, zenzero, chiodi di garofano, noce moscata, ecc…). Solitamente ne escono birre dolci, con lievi note amaricanti, ma decisamente maltate e speziate.
Continua a leggere: Jack o'Lantern, la birra di Halloween secondo il Piccolo Birrificio
La lotta al diabete e all’invecchiamento precoce ha una nuova arma a proprio vantaggio: erbe e spezie. Secondo una ricerca della University of Georgia pubblicata sulla rivista Journal of Nutritional Medicine, infatti, l’origano, piuttosto che la cannella, sono potenti antiossidanti, tanto da prevenire addirittura i danni dovuti all’eccesso di zucchero nel sangue.
L’alleato in questa battaglia, stavolta, si chiama fenolo: è un antiossidante e pare che aggiungerlo in dosi massicce alla propria dieta faccia molto bene all’organismo, aiutandolo a vivere meglio e più a lungo. E poi, dicono ancora i ricercatori, queste ‘aggiunte’ alle pietanze sono poco costose e poco caloriche oltre a dare gusto, insomma, un delitto non usarle.
Ultima nota: gli esperimenti si sono concentrati su 24 tra le erbe e le spezie più comuni in cucina. Tra le mie preferite, che uso con regolarità, certamente i semi di papavero e il cumino. E voi? Quali preferite?
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