Il Parlamento europeo ha approvato oggi a Strasburgo i due nuovi accordi tra Unione europea e Messico, pensati per rafforzare i legami politici e ampliare gli scambi commerciali, in una fase in cui Bruxelles cerca partner affidabili e mercati più aperti per le proprie imprese.
Via libera dell’Eurocamera agli accordi Ue-Messico
Il voto dell’Aula ha dato il primo sì politico all’Accordo globale aggiornato Ue-Messico, destinato a sostituire il quadro in vigore dal 2000. Il testo è passato con 479 voti favorevoli, 119 contrari e 65 astensioni. Poco dopo, gli eurodeputati hanno approvato anche l’Accordo commerciale interinale, con 474 sì, 131 no e 60 astensioni.
A Bruxelles il dossier era seguito da mesi, anche per il peso economico del Messico, seconda economia dell’America Latina e interlocutore centrale nelle catene produttive tra Atlantico e Pacifico. “È un passo utile per dare più certezza alle imprese europee”, ha spiegato una fonte parlamentare coinvolta nei lavori, ricordando che il vecchio accordo risaliva a un contesto commerciale molto diverso da quello attuale. Ventisei anni, in materia di commercio, sono tanti.
Secondo le stime richiamate dal Parlamento, nello scenario più favorevole le esportazioni di beni e servizi dell’Ue verso il Messico potrebbero crescere fino al 75%. Le aziende europee, inoltre, potrebbero risparmiare fino a 100 milioni di euro l’anno in dazi doganali, una cifra che interessa soprattutto i settori con margini più compressi e forte presenza di piccole e medie imprese.
Dazi ridotti e tutela per il Made in Europe
Uno dei punti più concreti dell’intesa riguarda l’eliminazione di quasi tutti i dazi rimanenti tra le due aree. Il beneficio, nelle valutazioni degli eurodeputati, sarà rilevante per gli agricoltori europei e per gli esportatori del comparto agroalimentare, oggi ancora penalizzati da tariffe messicane che su alcuni prodotti arrivano a livelli elevati. Per formaggi e carne di maiale, ad esempio, i dazi possono raggiungere il 45%.
La novità più attesa dal settore riguarda però la protezione in Messico di 568 indicazioni geografiche dell’Unione europea. Significa che la vendita di imitazioni di prodotti regionali europei — dai formaggi ai salumi, fino ad alcune bevande tradizionali — sarà vietata sul mercato messicano. Non è solo una questione di marchio: per molte filiere, soprattutto italiane, francesi, spagnole e portoghesi, il riconoscimento delle indicazioni geografiche incide direttamente su prezzo, reputazione e accesso ai canali distributivi.
Il Parlamento europeo, nella risoluzione che accompagna l’Accordo globale aggiornato, ha insistito anche sulla necessità di migliorare l’accesso agli appalti pubblici. È un capitolo meno visibile al consumatore, ma centrale per imprese di costruzioni, servizi, energia e infrastrutture. In Aula, diversi deputati hanno chiesto “sforzi supplementari” per garantire condizioni aperte e trasparenti, senza barriere amministrative mascherate.
Diritti, Stato di diritto e cooperazione istituzionale
L’intesa non si limita al commercio. Nel testo approvato dall’Eurocamera è inserito un impegno vincolante sui principi democratici, sullo Stato di diritto e sul rispetto dei diritti umani fondamentali. Un passaggio non secondario, in un rapporto con un Paese che resta un partner strategico ma anche un contesto complesso, segnato negli ultimi anni da problemi di sicurezza, violenze contro giornalisti e pressioni sulla società civile.
L’accordo rafforza il dialogo istituzionale sulla protezione di giornalisti, difensori dei diritti umani e attori della società civile. Bruxelles e Città del Messico si impegnano anche a cooperare per consolidare l’indipendenza della magistratura, promuovere la buona governance e aumentare la trasparenza nelle procedure pubbliche. Sono formule diplomatiche, certo. Ma inserite in un accordo giuridico, diventano criteri di riferimento nei rapporti bilaterali.
Nel testo trovano spazio anche azioni congiunte contro corruzione, riciclaggio di denaro e criminalità organizzata. Temi che, per l’Unione europea, hanno una ricaduta diretta sulla sicurezza economica e sulla tracciabilità degli investimenti. “Il partenariato con il Messico serve anche a difendere l’ordine internazionale basato sulle regole”, si legge nella posizione approvata dagli eurodeputati, che collegano il voto al quadro geopolitico attuale, segnato da tensioni commerciali e alleanze più mobili.
I prossimi passaggi tra Consiglio, Stati membri e Messico
Dopo il voto del Parlamento europeo, la palla passa al Consiglio dell’Unione europea, che potrà concludere formalmente l’Accordo globale aggiornato. Perché il testo entri pienamente in vigore servirà però la ratifica di tutti gli Stati membri dell’Ue e del Messico, secondo le rispettive procedure interne. È il passaggio più lungo, e non sempre lineare, perché coinvolge Parlamenti nazionali e tempi politici diversi.
Più rapido dovrebbe essere invece il percorso dell’Accordo commerciale interinale, pensato per far partire prima la parte strettamente commerciale dell’intesa. Il Consiglio potrà adottarlo dopo il via libera dell’Aula, e l’entrata in vigore scatterà il primo giorno del secondo mese successivo alla notifica reciproca del completamento delle procedure interne da parte di Unione europea e Messico.
Per Bruxelles, l’accordo rientra nella strategia di diversificazione dei rapporti economici, dopo anni di dipendenza da pochi mercati e fornitori. Per il Messico, significa consolidare il legame con l’Europa mentre resta forte l’interdipendenza con Stati Uniti e Canada. Solo allora, con le ratifiche concluse e le regole operative, si capirà quanto il nuovo quadro riuscirà a incidere davvero su scambi, investimenti e rapporti politici tra le due sponde dell’Atlantico.
Documenti e bandiere Ue e Messico in un’aula parlamentare, simbolo dell’intesa aggiornata approvata dall’Eurocamera.






