Per tutti gli appassionati del buon bere, prima di Pasqua c’è un appuntamento imperdibile che riguarda la Borgogna vitivinicola. I Grands Jours de Bourgogne, arrivata quest’anno alla decima edizione, è la manifestazione più attesa dagli amanti dello chardonnay e del pinot noir.
Le degustazioni si svolgono in diverse città francesi e durante più giorni, con la possibilità di scegliere l’appuntamento al quale si è più interessati per i giorni di martedì, mercoledì e venerdì. Fondamentale sarà l’ iscrizione, che consentirà di partecipare alle degustazioni scelte, con annessi buffets. L’ entrata alle degustazioni è completamente gratuita ed è un’ottima occasione per scoprire anche le bollicine, che in questa regione si chiamano cremant, per distinguerle da quelle della champagne.
Le cene invece sono a pagamento, ma è tutto ben specificato, in inglese ed in francese. Differenti sono i temi degli incontri, per scoprire le loro denominazioni, i vini e le moltitudini di “vignerons” che vi partecipano basta cliccare sul sito GJdB.
L’idea Superwhites nacque durante un incontro tra il gruppo dirigente di Slow Food-Arcigola ed alcuni produttori di vino di qualità friulani. Il piano Superwhites intende lanciare l’ immagine del territorio del Friuli Venezia Giulia, strettamente collegato alla produzione di vini bianchi di eccellenza, cui si affiancano specialità gastronomiche di pari valore.
Sabato 20 febbraio, dalle 17 alle 20, tredici enoteche di Roma e quattro nel resto della regione ospitano 58 produttori SuperWhites per una presentazione e degustazione, libera e gratuita, delle ultime annate di alcuni loro vini. Domenica 21 febbraio, dalle 15 alle 19.30, nelle affascinanti sale del Rome Cavalieri si tiene la grande degustazione collettiva, alla presenza dei produttori, per conoscere i vini bianchi di eccellenza del Friuli. L’ingresso ha un costo di 10 Euro per i soci Slow Food e 15 Euro per i non soci.
In abbinamento ai SuperWhites il pubblico potrà assaggiare alcune eccellenze gastronomiche della regione: prosciutto crudo del Consorzio di San Daniele, salame del Collio friulano e prosciutto Praga con osso di Morgante e il formaggio Montasio del Consorzio che ne tutela la tipicità.
Per ulteriori informazioni consultate il sito.
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Sarà ancora la capitale romana il palcoscenico di un altro evento enologico il 12, 13 e 14 febbraio all’ Hotel del Parco dei Principi. Il Merano Wine Festival è il promotore di questa manifestazione, che vede protagonisti giornalisti di tutto il mondo, enologi nostrani ed esteri e grandi produttori.
Molti saranno i convegni con temi differenti, tenuti da proprietari di aziende vitivinicole famose e da enologi di fama internazionale, come quello sui grandi cabernet nel mondo o che parlano di riesling. Altrettanto numerose le degustazioni guidate ed i seminari sul vino.
Il prezzo per una giornata è di € 20,00 con orario di entrata alle ore 10 e di uscita alle 22. Per maggiori dettagli ed informazioni potete visitare il sito del Merano Wine Festival.
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A Roma, in via della Conciliazione, all’Hotel Columbus, il 30 e 31 gennaio ed il 1 febbraio si terrà la degustazione dei vini Naturali. Un evento che coinvolge tutti quei vini che sono frutto non solo dell’uva, ma di una agricoltura attenta e sostenibile, sia essa biologica, biodinamica o semplicemente riguardosa dell’ambiente e coscienziosa.
Per farvi qualche nome vi cito alcuni produttori di cui abbiamo già parlato come Cappellano e Camillo Donati ed altri che sono conosciuti ma non anon ancora recensiti come Foradori, Radikon, Rinaldi ed Emidio Pepe.
L’ingresso per un giorno è di € 20,00 e di € 32,00 per due giornate. Sul sito è possibile visualizzare quali enoteche vendono i biglietti in prevendita ed i nomi dei produttori partecipanti. Per tutti gli amanti del genere e gli appassionati di vino questo è davvero un appuntamento imperdibile.
Le uve di questo vino eccezzionale sono Trebbiano Toscano 80% San Colombano 20%. Vengono raccolte in piena maturazione e poste sopra dei graticci ad appassire per un periodo che varia da fine dicembre fino a marzo inoltrato.
Dopo la pigiatura e la torchiatura il vino viene posto in piccoli caratelli di circa 100 lt di legni diversi quali rovere, ciliegio, castagno, gelso, questa varietà di essenze conferisce al vinsanto un gusto unico e lo rendono così l’orgoglio dell’azienda.
Qui rimane cinque annai e poi viene imbottigliato. L’abbinamento va ben oltre i classici cantucci, l’azienda lo consiglia con formaggi erborinati, dei caprini o dei pecorini molto stagionati e patè, o per rimanere sul dolce con panpepati, panforti, pangialli o tutti quei dolci ricchi di frutta secca, spezie e miele, ma è ottimo anche come vino da meditazione.
Un’altra idea per i vostri brindisi natalizi potrebbe essere l’erbaluce di caluso spumantizzato. Qualcuno conoscerà questo vitigno nella splendida versione passita. Altri nella versione di vino fermo secco. L’azienda Cieck l’ha spumantizzato.
Il vitigno è piemontese e le prime notizie risalgono al 1606, quando viene menzionato per la prima volta in un suo libro da Giovan Battista Croce. Questa azienda produce due spumanti.
Il Calliope fermenta per il 40% in piccoli botti, la permaneza sui lieviti è di 3 anni cui seguono altri sei mesi di riposo in bottiglia. Ne esce un vino strutturato adatto come aperitivo importante e a tutto pasto.
Maso Martis si trova sulla collina di Trento, in un piccolo borgo a 450 m di altitudine. Qui si estendono 12 ettari di vigneto, piantati soprattutto a chardonnay e pinot nero. Vini eleganti, freschi e caratteristici, rientrano tutti nella prestigiosa doc Trento.
La gamma dei prodotti è ampia: dal brut al riserva, dal rosato fino a giungere al moscato rosa passito. Prodotti di eccellenza, adatti ad accompagnare tutta una cena e non solamente il brindisi di buon augurio.
La cantina è visitabile su appuntamento e credo proprio ne valga la pena. Benchè sia un’azienda abbastanza giovane, ha già perfettamente trovato la sua strada, ed i risultati sono tangibili.
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Questa malvasia frizzante è ottenuta con la rifermentazione in bottiglia. Ha una gradazione alcolica bassa, ed è adatta a queste festività poichè si accompagna ai dolci della tradizione. Il mosto rimane a contatto con le bucce per parecchio tempo, non è filtrato e quindi il vino è un po’ torbido, come avviene per le birre.
Si presenta con un packaging semplice e gioviale, ha il tappo a corona ed un prezzo in enoteca di circa € 11,oo. La famiglia Donati pratica un’agricoltura biologica, ma che è sempre stata naturale. Questo vino ha un’esplosione di sapori e profumi pur rimanendo molto vicino all’odore del mosto.
L’azienda dista 20 km da Parma, e la famiglia Donati coltiva la vigna dal 1930. A differenza de metodo charmat, la rifermentazione in bottiglia, consente un miglioramento col passare del tempo. Asaggiare per credere, soprattutto vicino ad un pandoro con qualche crema.
Cosa portare agli amici che vi hanno invitato per un dopo cena durante queste feste Natalizie? Direi un non troppo impegnativo Prosecco, ma con l’attenzione di averlo scelto biodinamico.
Ricordando che la biodinamica in senso stretto non può esistere, poichè i vigneti sono attigui e se il vicino tratta, a causa delle piogge, del vento e delle falde comunque un minimo di contaminazione esiste ed esisterà sempre.
Questo vino è ottenuto dai grappoli scelti nei vigneti del Col di Manza dove il pittore Tiziano, per la bellezza dei luoghi, acquistò un rusticale. L’azienda Perlage è la prima ad aver prodotto un Prosecco extra-dry da agricoltura biodinamica ed il risultato è molto interessante. I prezzi si aggirano intorno ai 12 euro, come gli altri prosecco.
Critical book&wine é una manifestazione che guarda al mondo della produzione editoriale e della viticoltura: due mercati attraversati da tensioni e pulsioni molto simili tra loro, che vivono problemi analoghi pur nella loro diversità.
Due ambiti in cui la dedizione e l’amore per il proprio lavoro sono l’elemento chiave, in cui la qualità dei propri prodotti è immisurabile, in cui si guarda al pubblico non come a un soggetto da imbonire, ma come un ambiente con cui relazionarsi e un discorso comune a cui aggiungere nuovi elementi di riflessione, a cui dare stimoli e da cui riceverne.
In entrambi questi settori purtroppo, le economie di scala schiacciano progressivamente la bibliodiversità o anche enodiversità, circondando il consumatore di prodotti di scarsa qualità, sempre uguali a sè stessi, che mettono alle corde con la loro potenza distributiva e persuasiva tutto ciò che è al di fuori dei grandi circuiti. Per informazione sulle case editrici e le aziende vinicole partecipanti, potete consultare il sito.
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