In Calabria per la Vigilia di Natale si preparano le Zeppole: pasta lievitata fritta ripiena di baccalà, olive, salmone o semplici e poi ricoperte di miele. Se non avete una vostra ricetta per la pasta lievitata allora vi occorrono: 600 gr di farina; 1 cubetto di lievito di birra; 1 bicchiere di acqua tiepida abbondante;1 pizzico di sale; 1 cucchiaino di zucchero ed olio per friggere.
Fate una fontana con la farina e sciogliete il lievito nell’acqua aggiungendo lo zucchero. Mettete il sale ed impastate bene. Fate lievitare per minimo due ore. Mettete una padella con l’olio. Appena caldo, prendete delle piccole quantità di impasto al cui interno metterete strisce di salmone, o le olive snocciolate, o pezzetti di baccalà ecc
Friggete ed appena dorate fatele scolare sulla carta assorbente e servitele calde. Per quelle dolci friggetele senza ripieno e poi in un padellino a parte mettete del miele e tuffatele dentro. Un po’ come si fa con gli struffoli.
Un tempo a Roma si chiamavano “grattacheccari”: uomini che con il loro fare sapiente, grattavano un enorme pezzo di ghiaccio e lo insaporivano con succhi e centrifughe naturali… Ricordi di un passato dove il tempo scandiva qualsiasi attività. Oggi troviamo anonimi bicchieri, anche piuttosto cari, di ghiaccio già tritato e condito con sciroppi industriali e colorati.
Nonostante il declino artigianale nella mia città, in molti paesi del sud ci sono ottime produzioni, che hanno probabilmente ispirato le grandi industrie nella produzione di questo prodotto. Personalmente non amo quel gusto sofisticato, che sa vagamente di disinfettante, così la granita al limone ed al caffè me la faccio in casa. E’ davvero un toccasana per rinfrescarsi, è meno calorico e grasso del gelato, in quanto non contiene latte, panna e uova, anche se c’è comunque una buona dose di zucchero.
Il procedimento è semplicissimo: bisogna creare uno sciroppo con 750 gr di acqua e 200 gr di zucchero, far sciogliere a fuoco lento e far raffreddare. Poi si spremono 4 limoni, o 5 se sono piccoli o poco succosi. Si aggiunge il succo di limone allo sciroppo amalgamate bene e congelate. L’importante a questo punto è cercare di frullare la granita più volte prima che ghiacci completamente. Questa operazione serve a rendere la granita più morbida e, ad evitare di ritrovarsi sopra acqua e sotto tutta la parte gustosa.
Foto | Fickr
La Calabria è una terra davvero molto bella, purtroppo un po’ poco conosciuta dal resto del paese per le sue prelibatezze enogastronomiche.
In un post di qualche tempo fa mi sono già occupata della ‘nduja, un salume spalmabile piccante davvero ottimo.
Oggi voglio segnalarvi un ristorante che si trova nella meravigliosa Tropea: L’osteria del pescatore.
Questo locale è in pieno centro di Tropea, nascosto tra i vicoletti. Il menù è quasi tutto a base di pesce, ma si trovano anche specialità di terra.
Gli antipasti sono deliziosi: a partire dal misto della casa, con prodotti di terra come la ‘nduja, la soppressata, la cipolla rossa di Tropea, le melanzane ripiene e gratinate, formaggi della zona; sono davvero sfiziose l’insalata di mare e quella di polpo.
Sempre tra gli antipasti si fa notare una specialità tipica della zona: la pittea di alici, un composto a base di pane grattato e alici salate, probabilmente una volta era il pasto dei pescatori.
Tra i primi sono da consigliare i filej (pasta di grano duro) con cozze e vongole.
Come secondo ci si può sbizzarrire tra fritti misti, di paranza, di soli gamberi; oppure varie grigliate.
Il tutto 30 euro vini esclusi. Consigliabilissimo!
Attenzione: il locale non prende prenotazioni.
Foto | Flickr
Uno dei salumi più buoni che ho potuto conoscere in questi ultimi anni è stata la ‘Nduja calabrese, o meglio, la ‘Nduja di Spilinga, sua città natale.
L’origine di questo salume non è chiarissima, ci sono due versioni. Secondo alcuni studiosi è stata introdotta nel Cinquecento dagli spagnoli insieme al peperoncino; secondo altri invece è stata promossa dalla dominazione napoleonica. E’ sempre più viva quest’ultima tesi che sostiene che un salume molto simile, chiamato andouille, sia stato introdotto dal Vicerè di Napoli Gioacchino Murat tra il 1806 e il 1815.
Ma cos’è la ‘nduja? E’ un salume spalmabile fatto con frattaglie e parti grasse del maiale, impastate con il peperoncino (molto!), insaccate, fatte affumicare in un primo momento e poi stagionate.
Questo salume è davvero gustoso, forte e piccante ma allo stesso tempo delicato. Il peperoncino bilancia perfettamente la parte grassa. E’ ottimo leggermente scaldato a bagnomaria e spalmato sul pane.
Vi do una ricetta molto semplice per cucinare una buona pasta con la ‘nduja.

Questa è da record: 420 metri di torrone fatto con 215 chili di mandorle, 150 di miele e 50 di zucchero! Il torrone più lungo del mondo si farà a Cosenza e ci saranno anche loro: i membri del Guiness dei primati.
L’evento è stato organizzato dalla Coldiretti e dall’Associazione Commercianti Ambulanti della Calabria ed è inserito all’interno della Sagra itinerante del mostacciolo e del torrone di Calabria.
Nella regione non sono certo poche le varietà di torrone presenti: torroncino, torrone a poglia con mandorle, torrone di arachidi con zucchero, torrone gelato. Per consultare la ricetta generale cliccare qui.
Foto | Francesco Pozzi
Anche in tempi di globalizzazione, quando ovunque si trova qualsiasi cosa (si può mangiare indiano a Roma, giapponese a Milano e kebab un po’ da tutte le parti) ci sono alcuni prodotti che possono essere consumati quasi esclusivamente nella loro regione di produzione.
La brasilena è uno di questi, trattandosi di una bibita prodotta e molto diffusa soltanto in Calabria [forse nemmeno in tutta la regione..] mentre pare sia esportata e apprezzata anche in Albania.
Dopo aver superato il mio scetticismo per un prodotto strano nel nome e nella composizione (caffè e acqua minerale gassata) ho verificato che in effetti non è affatto male: è molto dissetante e la bassa percentuale di caffè (circa il 12%) evita pure il rischio, nelle calde giornate estive, di prendersi una intossicazione da caffeina.
Limbadi è un paese in provincia di Vibo Valentia ed è qui che si svolge una giornata interessante dal nome ‘Giornata del Contadino’. La manifestazione si svolgerà il prossimo 3 Agosto, giunta alla sua ventunesima edizione richiama ogni anno migliaia di persone da tutta la Calabria. Tutte le ricette della tradizione locale sono preparate dalle sagge e garbate massaie del paese che offrono i loro manicaretti in occasione dei festeggiamenti in onore del santo patrono S. Pantaleone Medico e Martire.
I visitatori potranno degustare le pietanze della terra di Calabria come la “pasta i casa”, la “pitta china”, la “suriaca”, i “pipi arrustuti”, le “frittati cu cipujia”, le “patati con i pipi fritti”, i “frittelli”, i “satizza” , i “muzzarelli”, l ‘ndujia” , “l’ ‘nzalata cu pumadoro”, il “tonno e cipuja”, il tutto accompagnato da buoni vini rossi della zona. Allieteranno la serata con musiche e canti tradizionali della regione calabra il gruppo folkloristico “I Calabriselli di Limbadi” e la fanfara “La Fiorita” di Rombiolo. Un festoso omaggio alla figura del contadino da cui tutti noi discendiamo.
Estate. Tempo di vacanze. Tempo di sole, mare e relax. Ma anche tempo di visite ai luoghi storici del Bel Paese, città, siti e musei. Se vi capita di bazzicare in Calabria e siete degli appassionati e curiosi conoscitori del cibo, perché non fate un salto al Museo del peperoncino?
Situato a Maierà, in provincia di Cosenza, ed ospitato nello storico Palazzo Ducale, il museo ripercorre la storia del peperoncino e ci porta a spasso tra le sue molteplici varietà, illustrandoci le sue peculiari proprietà organolettiche. E ancora un tripudio di quadri, stampe e schizzi che hanno come assoluto protagonista il prezioso “oro rosso”.
Il museo è curato dall’Accademia del Peperoncino, nata nel 1994 a Diamante, dove ogni anno, in Settembre, si tiene peraltro il Festival dedicato al rosso ortaggio, kermesse imperdibile per tutti gli appassionati dei sapori decisi.
Orari di apertura: 17-24 (da giugno a settembre); 10-13 e 16-19 sabato e domenica; altri orari a richiesta.
Per informazioni: tel. 0985/81130
Qualche giorno fa ho visto in televisione la provola ripiena con il limone, messo ancora acerbo in fase di preparazione della provola con il formaggio fresco. Una volta pronta per essere consumata, la provola ha acquisito il sapore e l’aroma del limone, ormai maturato al suo interno.
Cercando notizia in rete su questa lavorazione del formaggio, ho trovato la provola ripiena di salame calabrese. Sicuramente il retrogusto sarà più marcato e meno leggero, ma può essere un prodotto originale da assaggiare e servire come antipasto o come secondo.
Per gli amanti dei prodotti tipici calabresi approda su internet lo shop Sudelizie, con consegne nazionali e internazionali. Ogni richiesta viene vagliata in massimo due ore per riuscire ad accontentare ogni cliente. Prodotti di una vera cucina tipica come salumi, formaggi, ortofrutta, conserve vegetali, pane e pasta fresca, olio, dolci tutti tipicamente nostrani.
Se poi vi intendete poco della gastronomia calabrese, acquistate i prodotti e date uno sguardo alle ricette consigliate nel sito. Per cogliere al volo le offerte della settimana vi basterà inserire nell’apposito modulo il costo o l’ingrediente che cercate per vedere se esiste qualche promozione in merito.